Stromberg esclusivo: "Mondiale al Brasile, scudetto al Napoli"

Lo svedese ex Atalanta: «Bel Mondiale, rilassante. Verdeoro favoriti. Spalletti vince perché la città è già infuocata»

Roberto Maida
Roberto Maida

3 min

Pubblicato il 04.12.2022, 17:35

INVIATO A DOHA - Incamminandoci verso lo stadio per assistere ad Argentina-Australia abbiamo notato un signore in pantaloncini arancio e camicia leggera, chioma fluente e sorriso stampato in volto. Un attimo per fare mente locale e poi il clic nel cervello: era Glenn Stromberg, uno dei più grandi calciatori svedesi di ogni epoca, che è in Qatar per commentare le partite su una televisione del suo Paese. Ma Stromberg è anche un italiano di adozione: dal 1984, quando è arrivato all’Atalanta, non ha più lasciato Bergamo, dove è ancora amatissimo. «Mi riconoscono e mi salutano tutti – racconta -, ciao Stromberg».

Ma non si pronunciava Stròmberi in svedese?

«Sì ma ormai...».

Che Mondiale sta vedendo?

«Un torneo equilibrato. Con una grande favorita che secondo me è il Brasile, nonostante gli infortuni. Ma attenzione all’Olanda che ha un giocatore speciale che si sta mettendo in luce: Gakpo è fortissimo, non lo avevo mai visto dal vivo e mi ha davvero impressionato».

Le piace l’organizzazione del torneo?

«E’ perfetta, onestamente. Se penso ai Mondiali del passato, per esempio il Brasile e la Russia dove dormivi tre ore a notte e dovevi sempre fare e disfare la valigia, qui si sta benissimo. Da questo punto di vista la Fifa ha studiato una formula vincente, che permette anche ai tifosi di concentrarsi in una sola città».

Da lontano, anzi da vicino, come giudica l’assenza dell’Italia?

«La trovo spiacevole, ovviamente. E’ stata una catastrofe sportiva. Però nell’eliminazione c’è stata anche una forte componente di casualità: gli azzurri venivano da un Europeo vinto pochi mesi prima, quindi tanto scarsi non sono. In definitiva hanno solo sbagliato un paio di partite, che purtroppo si sono rivelate fatali. Ma sono certo che Mancini troverà le soluzioni per ripartire».

La sua Atalanta come la vede?

«Benissimo. Al di là del momento attuale, che è positivo, penso alla differenza tra la società e la squadra di oggi e quella in cui giocavo io. C’è una distanza abissale. Spesso mi telefonano da tutto il mondo per chiedermi di questa favola, visto che conosco bene l’Atalanta. E’ una soddisfazione».

Lo scudetto chi lo vince?

«Non ho dubbi: il Napoli. Quando una stagione nasce bene, di solito si conclude in maniera positiva. Inoltre la città sta trascinando la squadra. E quando una città come Napoli si infiamma, nessuno può spegnere il fuoco».

Oltre a commentare partite, come passa il tempo?

«Faccio l'imprenditore. Piccole cose. Ho creato un marchio che si chiama Stromberg: pantaloni, scarpe, camicie. E anche una pasta. In Svezia e in tutta la scandinavia la trovi». Confermato: esiste.

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