Gianluca Vialli è morto: altro grave lutto per il mondo del calcio

L'ex attaccante e capo delegazione degli azzurri aveva 58 anni e lottava dal 2017 con un tumore al pancreas
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Gianluca Vialli è morto. Dopo Sinisa Mihajlovic e Pelé, un altro grande del calcio se ne va. Nato a Cremona il 9 luglio 1964, aveva 58 anni e lottava con un tumore al pancreas dal 2017. La notizia della sua scomparsa è arrivata nella mattinata di oggi, poco dopo le 10. Vialli era ricoverato a Londra, dove è deceduto. La famiglia di Vialli ha confermato la morte dell'ex campione con una nota: "Con incommensurabile tristezza annunciamo la scomparsa di Gianluca Vialli - fanno sapere i famigliari - circondato dalla sua famiglia è spirato la notte scorsa dopo cinque anni di malattia affrontata con coraggio e dignità. Ringraziamo i tanti che l'hanno sostenuto negli anni con il loro affetto. Il suo ricordo e il suo esempio vivranno per sempre nei nostri cuori". Vialli lascia due figlie, Olivia e Sofia, e la moglie Cathryn White-Cooper, sposata nel 2003, conosciuta a Londra ai tempi del Chelsea, ex modella sudafricana diventata una quotata designer di interni.

L’ultimo messaggio di Vialli

Il 14 dicembre l’ex attaccante della Nazionale aveva lasciato il ruolo di capo delegazione degli azzurri con un messaggio: “Al termine di una lunga e difficoltosa ‘trattativa’ con il mio meraviglioso team di oncologi ho deciso di sospendere, spero in modo temporaneo, i miei impegni professionali presenti e futuri. L’obiettivo è quello di utilizzare tutte le energie psico-fisiche per aiutare il mio corpo a superare questa fase della malattia, in modo da essere in grado al più presto di affrontare nuove avventure e condividerle con tutti voi. Un abbraccio". Oggi, purtroppo, la battaglia di Vialli con la malattia è stata persa.

Il dolore di Gravina

Sono profondamente addolorato - sono le parole del presidente della FIGC Gabriele Gravina - ho sperato fino all’ultimo che riuscisse a compiere un altro miracolo, eppure mi conforta la certezza che quello che ha fatto per il calcio italiano e la maglia azzurra non sarà mai dimenticato. Senza giri di parole: Gianluca era una splendida persona e lascia un vuoto incolmabile, in Nazionale e in tutti coloro che ne hanno apprezzato le straordinarie qualità umane”.

La carriera di Vialli

Nato a Cremona il 9 luglio 1964, Vialli iniziò la sua carriera da professionista con la maglia della Cremonese nel 1981 a 16 anni, prima di passare alla Sampdoria nel 1984, dove rimase per otto stagioni vincendo uno scudetto, tre Coppe Italia, una Supercoppa italiana e una Coppa delle Coppe, giocando anche una finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona, persa a Wembley (nel 1991 fu anche capocannoniere della Serie A). Poi una gloriosa parentesi alla Juventus, durata quattro anni, con altri cinque trofei: uno scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana, una Coppa Uefa e la Champions League conquistata a Roma nel 1996. La carriera da calciatore di Vialli si chiuse nel 1999 dopo tre anni in Inghilterra, al Chelsea, arricchiti da una FA Cup, una Coppa di Lega, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea. E nel Chelsea Vialli ha anche iniziato ad allenare, prima da player-manager, poi solo da tecnico, vincendo una FA Cup e una Charity Shield (ora Community Shield) dopo che tre dei quattro trofei da calciatore con i Blues erano arrivati guidando anche la squadra londinese. Giocò l’ultima partita in prima squadra della sua carriera il 16 maggio 1999, segnando un gol nel match vinto 2-1 dal Chelsea sul Derby County, in Premier League. Nel gennaio 2000 mostrò l’intenzione di tornare a giocare, venendo reinserito nella rosa dei Blues per la Champions League. Disputa infatti una partita nella squadra riserve del Chelsea, ma l'intenzione rimane tale. Di fatto è rimasto tesserato come giocatore del Chelsea fino alla fine del 2000-01, anche dopo il suo improvviso esonero da tecnico del 20 settembre 2000.

Vialli in azzurro

Gianluca Vialli conta 59 presenze e 16 reti nella nazionale italiana con cui ha partecipato ai Mondiali del 1986 e del 1990. In azzurro è stato protagonista anche agli Europei 1988. Ha giocato l’ultima gara con la maglia dell'Italia il 19 dicembre 1992, a 28 anni, in occasione di un match vinto 2-1 in casa di Malta, grazie anche a un suo gol. Poi il ct Arrigo Sacchi non lo chiamò più. Vialli, anni dopo, ricorderà come, secondl lui, il commissario tecnico di Fusignano non amasse le sue domande tattiche. Ambasciatore del Programma Volontari di Uefa Euro 2020 e protagonista con le sue maglie anche al Museo del Calcio di Coverciano, nel 2015  Vialli è stato inserito nella ‘Hall of Fame del calcio italiano’: anche quel giorno assieme a Roberto Mancini, l’amico e compagno di sempre, da Genova a Wembley.


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