La moglie di Totò Schillaci: "Non riesco a camminare senza di lui" 

Barbara Lombardo ricorda in tv la storia d'amore vissuta e il marito, scomparso all'età di 59 anni dopo una lunga lotta contro un tumore: i dettagli
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Il 18 settembre 2024 Totò Schillaci, l'eroe delle Notti Magiche di Italia '90, si è spento a causa di un tumore. La seconda moglie Barbara Lombardo ha parlato del suo grande amore durante la trasmissione Verissimo: "Totò ha capito che la recidiva del tumore forse non gli avrebbe lasciato scampo mentre eravamo a Lipari sulla tomba di Franco Scoglio. Respirava male ed era voluto andare a salutare un suo grande amico. Dopo la morte, mi sono chiusa in casa, non riesco a camminare senza di lui. Ma devo riprendere il sorriso, è una promessa che ho fatto a lui prima che morisse". 

Schillaci, la moglie e la somiglianza con Anna Oxa 

"Ci siamo conosciuti per caso in un locale a Palermo, io ero lì a festeggiare un addio al nubilato e lui era a cena con un amico. Ha voluto conoscermi perché vedeva in me una somiglianza con Anna Oxa e lui era un suo fan. In realtà, poi non ci siamo più rivisti. Però quando il destino vuole, ci mette lo zampino. Ci siamo rincontrati per strada a Palermo e mi ha invitato a prendere un caffè. Ci siamo scambiati i numeri di telefono e da lì è nata una grande amicizia. Lui era un po’ birichino, focoso. Io lo consideravo un latin lover, quindi ho fatto dieci passi indietro perché avevo paura di iniziare una relazione con lui e di soffrire", ha aggiunto la Lombardo, che ha spinto l'ex attaccante ad accettare la proposta di andare a Pechino Express. "Inizialmente Totò non voleva andare perché era molto depresso. Io ero l’unica persona che lo faceva stare bene. Gli ho detto: "Dobbiamo andare perché dobbiamo riprenderci la nostra vita. Se non moriamo di cancro, moriamo di depressione”. Sono riuscita a convincerlo e, zaino in spalla, siamo partiti. Ci siamo goduti questo viaggio e lui non ha più pensato alla sua malattia. Tornati, da un esame di routine è uscito fuori che le cellule si erano inserite nella parte cervicale e il mondo ci è caduto nuovamente addosso. Siamo andati avanti con le solite terapie e stavolta Totò era un po’ più forte di prima".  

Gli ultimi giorni di Schillaci 

."Mia madre ha avuto questo stesso problema quindi i medici consigliarono anche a me di fare delle indagini. Totò volle farle anche lui, ed ecco la prima sentenza. Si avvilì moltissimo, facemmo radioterapie e chemio, al termine dei cicli l'intervento e la malattia sembrava fosse regredita».

Rientrati a Palermo, l’hanno ricoverato subito. Lui non voleva che lo lasciassi neanche un attimo. Siamo andati in ospedale il 3 settembre e il 18 lui è andato via. Il suo cuore ha continuato a battere oltre il limite, lui non voleva lasciarmi".


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