"Arbitri come pubblici ufficiali", pronti due emendamenti al Governo© ANSA

"Arbitri come pubblici ufficiali", pronti due emendamenti al Governo

Zappi: "Sogno una approvazione politica unanime, segnale al calcio"
Edmondo Pinna
3 min

L’AIA va avanti per la sua strada, l’appoggio del ministro dello Sport, Abodi, basta e avanza. E’ passato circa un mese dalla notizia dell’ipotesi di modifica dell’articolo 583 quater del codice penale, quello che riguarda i pubblici ufficiali e ai quali gli arbitri verrebbero equiparati. Ora ci sono due emendamenti (uno della Lega, a firma dell’on. Morrone, uno di Fratelli d’Italia) che verranno presentati martedì all’interno del decreto sicurezza, in discussione in Commissione, come annunciato dal sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari (ex arbitro). L’appoggio alla modifica sarebbe bipartisan, visto che sul punto, a novembre scorso la Camera dei Deputati approvò all’umanità un ordine del giorno, presentato dall’On. Barbagallo (Pd) e firmato da numerosi altri parlamentari. Eppoi, chi si metterebbe contro? Basta guardare le immagini di giovani arbitri picchiati e malmenati in campo da tifosi, giocatori, allenatori. Sarebbe triste se diventasse una battaglia politica. La modifica presentata dall’AIA al Ministro dello sport, e alla quale sono ispirati i due emendamenti, tende ad equiparare gli arbitri ai professionisti sanitari o socio-sanitarie e ai servizi di sicurezza complementare (pensate agli steward, per rimanere nell’ambito dello stadio), con pene da due a cinque anni (ma anche più pensanti, in caso di lesioni gravissime). «È una battaglia di civiltà, ringrazio tutti coloro che sono al nostro fianco e sogno un’approvazione politica unanime di questo provvedimento, sarebbe un segnale bipartisan chiaro al mondo del calcio e non solo da parte dello Stato» ha detto Zappi. 

Arbitri, la battaglia

Il presidente dell’AIA ieri era impegnato a Siracusa in un meeting contro la violenza negli stadi. Già, in Sicilia, proprio la regione di uno degli ultimi, terribili episodi, quello che ha riguardato il diciannovenne Diego Alfonzetti della sezione di Acireale alla fine della partita di play off Under 17 tra Russo Sebastiano Calcio Riposto e Pedara. L’episodio che, un mese fa, fece saltare il tappo della pazienza e riproporre il tema della violenza contro gli arbitri in tutta la sua urgenza. A quello ne sono accaduti (purtroppo) altri, non solo fisici ma anche morali (e non per questo meno gravi). Il riferimento è al dirigente dello Sporting Terni (under 17) che è entrato nello spogliatoio dell’arbitro (una ragazza di diciotto anni) e fra gli epiteti anche il gravissimo «Eri da ammazzare da piccola (...) dovresti fare la fine di Ilaria», richiamando esplicitamente l’omicidio di Ilaria Sula, originaria proprio di Terni uccisa dal suo ex fidanzato a Roma poche settimane prima. Intanto (a proposito di sintonia), in collaborazione con la Lega di A, l’AIA manderà 50 arbitri fra quelli che hanno subito violenza alla finale di coppa Italia di mercoledì fra Milan e Bologna


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