Real Madrid, Ancelotti sovrano di tutto: 26 titoli in carriera

Battuto l’Osasuna in finale di Coppa del Re: per il tecnico italiano en-plein nel biennio
Real Madrid, Ancelotti sovrano di tutto: 26 titoli in carriera© EPA
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Andrea De Pauli

Lo Stadio della Cartuja di Siviglia incorona Carlo XXVI! La fiammante Coppa del Re conquistata grazie alla doppietta calata da Rodrygo davanti al gagliardo Osasuna, infatti, fa salire a 26 i trofei vinti nel corso della sua trionfale carriera dall’Ancelotti allenatore (14 quelli da giocatore), che con quest’ultimo titolo riesce, al contempo, a completare un inusitato sextete spalmato nell’arco di un biennio. Dal ritorno alla Casa Blanca, datato primo giugno del 2021, il tecnico di Reggiolo si è assicurato, nella prima stagione, Supercoppa di Spagna (2-0 all’Athletic Bilbao), Liga (+13 sul Barça) e Champions (1-0 al Liverpool), e, in questa seconda annata, ha completato il suo straordinario en plein con Supercoppa europea (2-0 all’Eintracht Francoforte), Mondiale per Club (5-3 all’Al-Hilal) e, ora, con quest’ultimo trofeo dedicato a Sua Maestà. 

Collezione prestige

L’ennesima impresa per il tecnico di Reggiolo, unico allenatore del pianeta che possa vantare la collezione completa degli scudetti nei principali tornei continentali, iniziato con il trionfo in Serie A col Milan, a cui hanno fatto seguito quelli in Premier con il Chelsea, in Ligue 1 col Psg, in Liga con il Real e in Bundesliga con il Bayern. E se di qui a dieci giorni Benzema e compagni dovessero avere la meglio anche sul City in Coppa Campioni, per Ancelotti si aprirebbero le porte per una nuova finale da batticuore con una delle due milanesi. Re di coppe, con i suoi 9 trofei Uefa già nella bacheca personale - 4 Champions (record) e altrettante Supercoppe europee, oltre a un Intertoto, a cui vanno aggiunti 3 Mondiali per Club - Re Carlo potrebbe aggiudicarsi la sua 5ª coppa dalle grandi orecchie, prendendo, così, il largo dal mitico Paisley (Liverpool) e da Zidane (Real), che ne vantano 3 per uno.

Subito avanti

Davanti allo sguardo partecipe di Re Felipe VI, giunto direttamente dall’Inghilterra, dove ha presenziato all’incoronazione del collega Carlo III, il Real Madrid impiega meno di due minuti per passare avanti. Gran parte del merito è di Vinicius, che si libera con fin troppa facilità della doppia marcatura di Moncayola e Ruben Peña, schierati in contemporanea da Jagoba Arrasate proprio con l’obiettivo di limitarne le folate, per poi servire a centro area l’accorrente Rodrygo, che complice un tocco involontario di Juan Cruz, insacca alle spalle dell’incolpevole Sergio Herrera. Lo scatenato Vinicius, cercato con continuità dai compagni, poi dà vita a un’altra ripartenza chiusa da un mezzo miracolo del portiere navarro su Benzema. I rojillos, varcata la metà della prima frazione, favoriti da un’incertezza di Militao, sprecano con Abde, che si fa respingere, nei pressi della linea, la palla del possibile pareggio da Carvjal. Qualche minuto dopo, invece, è la traversa a negare il raddoppio ad Alaba, che calcia una punizione da distanza siderale.

Brivido Navarro

Nella ripresa, trascinato dall’ex Crotone e Sampdoria Budimir, l’orgoglioso Osasuna prova ad aumentare la pressione, alla ricerca del pareggio e, poco prima del quarto d’ora, trova premio con Lucas Torrò, che sorprende Courtois con un rasoterra chirurgico dal limite dell’area che s’infila nell’angolino basso. A mortificare i sogni dei navarri, però, a venti minuti dal termine, riappare l’affiatata coppia formata da Vinicius e Rodrygo, col primo che dà vita all’ennesimo spunto devastante sulla sinistra, e il secondo che si conferma puntuale all’appuntamento col gol, completando la sua doppietta con un tocco morbido. 20ª Coppa del Re per il Real, che così completa il suo sextete suddiviso in due stagioni. E, ora, i blancos possono concentrarsi sulla doppia sfida Champions con il City.


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