Nainggolan attacca, il paragone con Pablo Escobar: “La prigione esperienza molto strana”

Arrestato nell'ambito di un'indagine su un presunto traffico internazionale di droga e poi rilasciato, il belga ha rotto il silenzio: cos'ha detto
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ROMA - Dopo il rilascio in libertà vigilata in seguito all'arresto avvenuto in Belgio nell’ambito di un’indagine su un presunto traffico internazionale di droga, Nainggolan si era sfogato sui propri profili social. E a qualche giorno di distanza, ora, ha rotto definitivamente il silenzio raccontando i dettagli della sua disavventura in un'intervista.

Nainggolan rompe il silenzio dopo l'arresto e il rilascio

"L'nterrogatorio è durato quattro ore - ha spiegato l'ex centrocampista di Roma, Inter e Cagliari al quotidiano belga 'Het Laatste Nieuws' -. Quando mi hanno portato davanti al giudice istruttore erano già le sei di sera e lì mi hanno detto che avrei trascorso in cella. Nonostante io non fossi legato ai casi di droga in cui era coinvolto il mio amico, sembrava che avessero arrestato Pablo Escobar". Il 'Ninja' è entrato poi nel dettaglio: "Non mi hanno fatto domande sulla droga. Volevano solo sapere che tipo di rapporto avevo con questa persona, con quel mio amico. La prigione? È un'esperienza molto strana che non vorrei più rivivere. Mi hanno presentato come uno spacciatore di droga, un narcotrafficante".


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