Messi e quel gol al Real Madrid che gli manca da 902 giorni

I malumori con il presidente Bartomeu, il contratto in scadenza, un Barcellona decimo nella Liga e l’appuntamento di oggi (ore 16) con il “Clasico” che potrebbe costare la panchina a Zidane. Ma Leo non riesce a segnare ai "blancos" dal 6 maggio del 2018

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Stefano Chioffi

Come un separato in casa, chiuso nei suoi pensieri, Leo Messi sta preparando la sfida di oggi pomeriggio con il Real Madrid (ore 16), in un Camp Nou deserto, senza pubblico, per le restrizioni imposte dal governo a causa della pandemia. Aspetta le elezioni presidenziali del 15 marzo per decidere il suo futuro. Ha litigato con Bartomeu, gli contesta errori e comportamenti sbagliati, gli rimprovera la cessione di Suarez, lo considera il responsabile della crisi del Barcellona, assente sul mercato dei big da troppo tempo e al centro di una preoccupante involuzione. Anche Piqué, qualche ora fa, ha dato un’altra spallata a Bartomeu: “Ma come si può trattare così male un fenomeno come Leo? Un comportamento vergognoso“.

L'avvocato Bartomeu ha escluso la possibilità di dimettersi, i rapporti con i leader del gruppo sono compromessi. Il clima è sempre più agitato, il Barcellona sembra un delicatissimo vaso di vetro. Complicato il compito di Koeman, che paga l'unica colpa di essere stato scelto da un presidente contestato. E in questo scenario, scandito da equilibri molto fragili, è stato preparato il “Clasico” con il Real Madrid. Messi non segna ai “blancos” da 902 giorni: l’ultima perla, di sinistro, risale al 6 maggio 2018 (2-2 al Camp Nou). Il campione argentino, 33 anni, ha realizzato 26 gol in 41 partite contro il Real e oggi potrebbe decidere il destino di Zidane, messo in discussione da Perez dopo le sconfitte con il Cadice e lo Shakhtar. Raul, che allena il Castilla, è pronto a sostituire Zizou. Il giudice è Messi.

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