Kvaratskhelia non scalda il Psg: poche luci a Parigi
NAPOLI - Finora ha giocato tre partite, solo una per intero, e tutto sommato nemmeno benissimo. Khvicha Kvaratskhelia è arrivato a Parigi come uno dei tanti: nessuna presentazione speciale in stile Messi, Ibra o Neymar, ma la routine che accompagna negli ultimi due anni i nuovi giocatori del Paris Saint-Germain. Video dell’arrivo, prime parole, foto con la maglia, insomma le solite cose. A cui va aggiunta una presentazione al Parco dei Principi prima della partita che il Psg ha giocato contro il Manchester City in Champions e alla quale, purtroppo per lui, il georgiano non ha partecipato in quanto fuori dalla lista. Il debutto con la maglia numero 7, che fino all'anno scorso era di un certo Mbappé, l’ha fatto pochi giorni dopo, in casa contro il Reims e da titolare. Partito largo a sinistra, per poi traslocare nella ripresa al centro, dove non ha reso. Nel primo tempo, però, aveva regalato il passaggio decisivo a Dembélé per il vantaggio: in totale 83 minuti in campo, un assist, ma risultato finale di 1-1. La seconda l’ha giocata a Brest, antipasto del playoff di Champions, ma valido per la Ligue 1. Il Psg ha vinto 5-2 in Bretagna, ma Kvara s’è divorato un gol al 14’ e poi è stato sostituito al 58’, prima che i parigini dilagassero. È uscito con la testa bassa dando il cinque a Luis Enrique, che poi gli ha dato di nuovo fiducia in Coppa di Francia contro il Le Mans. Titolare per 90’, pochissimi spunti, se non uno nel secondo tempo che ha mandato in porta Hakimi. I gol, per fortuna del Psg, erano arrivati prima per merito di Doué e Barcola.
Le gerarchie del Psg
A Lucho però non manca la pazienza, del resto in campionato il Psg ha già un vantaggio di 10 punti sul secondo posto. "Un nuovo giocatore deve adattarsi. Non so quando sarà pronto - ha ammesso alla vigilia della sfida di stasera con il Monaco -. Non abbiamo fretta, Kvara è qui per un progetto a lungo termine". Per il momento, però, è difficile che possano cambiare le gerarchie, visto quanto stanno facendo i suoi compagni. O perlomeno sarà complicato nel doppio confronto di Champions contro il Brest (11 e 19 febbraio). Barcola sta facendo grandi cose a sinistra e anche quando ha giocato da subentrato, vedi la gara di Le Mans, s’è piazzato lì facendolo traslocare a destra. Dembélé, che nelle ultime due che ha giocato ha fatto due triplette, è praticamente intoccabile nelle partite che contano. E al centro, dove un giorno potrebbe imparare a giocare, per ora si alternano un po’ tutti. Vuole un Psg fluido, Luis Enrique e vuole che lo sia anche Kvaratskhelia. Non più solo ala sinistra, ma all’occorrenza falso 9 oppure a destra. Per il momento, però, non gli sono state risparmiate critiche. Le Parisien, per esempio, ha scritto che "tarda a dimostrare il suo valore. Ma tutti nel club sanno che ci vorranno diverse settimane prima che si adatti alle esigenze di Luis Enrique". Ha avuto fretta nel lasciare Napoli a gennaio, tanto che il club che ha percepito il pericolo dello svincolo con l’articolo 17. Ora ha fretta di inserirsi nel mondo parigino. Non facile, non impossibile, ma per ora tremendamente difficile.
