Liverpool, Van Dijk choc: "A 20 anni ho rischiato di morire. Ho anche fatto il testamento"

Il difensore olandese dei Reds ha rivelato di aver trascorso 13 giorni in ospedale senza camminare: "Sapevo che poteva essere la mia fine"
© Getty Images

ROMA - Virgil Van Dijk è considerato uno dei difensori più forti al mondo. Secondo nella classifica per il Pallone d'Oro 2019, dietro solo a Messi, la scorsa stagione è anche salito sul tetto d'Europa con il Liverpool vincendo la Champions League nella finale tutta inglese contro il Tottenham. Il difensore olandese, però, ha rischiato di terminare la sua carriera già all'età di 20 anni quando, nel 2012, la sua vita è rimasta in bilico a causa di una rottura dell’appendice, che aveva causato anche peritonite e infezione renale, consingendolo a operarsi d'urgenza. 

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Van Dijk rischiò di morire a 20 anni

È stato proprio Van Dijk a raccontare quei momenti tragici in un'intervista rilasciata al Daily Mail: Ricordo che mi trovavo in ospedale e che attorno a me vedevo solamente tubi - ricorda Van Dijk -. Sentivo che il mio corpo era rotto e non c’era niente che potessi fare. In quel momento, i pensieri peggiori iniziarono a venirmi in mente. La mia vita era in pericolo. Non potevo camminare, muovermi. Io e mia madre abbiamo pregato, parlato di cosa poteva accadere. Dovevamo pensare anche al mio testamento. Nessuno voleva parlarne ma era una cosa che andava fatta vista la gravità del momento. Ho dovuto firmare documenti. Sapevo che poteva essere la mia fine - aggiunge il centrale olandese -. Ho trascorso 13 notti in ospedale senza camminare. Per me è stato molto difficile”. 

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