Vi ricordate del nipote di Davids? Drenthe cerca una squadra in Italia

A 29 anni, l’ex esterno del Real Madrid è svincolato e vuole tornare in Europa dopo l'esperienza negli Emirati Arabi. In Serie A c'è chi ci pensa
Vi ricordate del nipote di Davids? Drenthe cerca una squadra in Italia
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Valerio Albensi

ROMA - Da Cristiano Ronaldo a Larrivey. Royston Drenthe non ha più le treccine dei tempi del Real Madrid, quando sembrava destinato a diventare uno dei più forti esterni europei. A 29 anni questo ragazzo olandese si ritrova senza una squadra e cerca una nuova occasione per rimettersi in carreggiata, magari in Italia, dove suo zio Edgar Davids ha lasciato ottimi ricordi. Pescara e Crotone, a cui il calciatore è stato proposto, valutano pro e contro: l’ex del Real intriga anche se non ha un presente all’altezza del suo passato. Il suo ultimo domicilio conosciuto è Abu Dhabi, negli Emirati Arabi: fino alla scorsa estate vestiva la maglia del Baniyas Club, la stessa società dell’ex attaccante del Cagliari. Drenthe è passato dai top club all’estrema periferia (dorata, ma pur sempre periferia) del calcio mondiale.

QUESTIONE DI FAMIGLIA - Nato a Rotterdam da genitori originari del Suriname, Drenthe proviene da una famiglia di calciatori: è nipote di Davids e cugino di Georginio Wijnaldum del Liverpool. Royston esordì con il Feyenoord appena maggiorenne. Il 2007 fu l’anno che gli cambiò la vita: vinse l’Europeo Under 21 con l’Olanda, fu nominato miglior giocatore del torneo e passò al Real Madrid per 14 milioni. In Spagna arrivò a 20 anni, troppo presto. Era il Real di Bernd Schuster e degli olandesi: nella stessa estate furono acquistati anche Wesley Sneijder e Arjen Robben. Drenthe si presentò al Bernabeu con un gol clamoroso in Supercoppa di Spagna contro il Siviglia, un sinistro terrificante da 30 metri all’incrocio dei pali.

Nonostante la bassa statura (sfiora il metro e settanta di altezza), Drenthe sulla fascia sinistra era atleticamente devastante, un uragano. Vinse la Liga al primo tentativo, poi qualcosa andò storto. L’anno successivo, Schuster fu esonerato e i suoi successori (Ramos e Pellegrini) preferirono puntare su Marcelo. Forse troppo giovane per reggere la pressione, Drenthe pagò inesperienza e limiti caratteriali. Finì ai margini e iniziò un viaggio che non è ancora terminato. Dal 2010 a oggi, Drenthe ha cambiato sette squadre: Hercules in Spagna, Everton, Reading e Sheffield Wednesday in Inghilterra, Alania Vladikavkaz in Russia, i turchi dell’Erciyesspor e infine il Baniyas Club.

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CERCA IL RILANCIO - La voglia di riscatto non gli manca. «Drenthe vorrebbe esperienze più gratificanti rispetto alla Turchia e agli Emirati Arabi, è ancora giovane e fisicamente integro», assicura Vincenzo Tropiano, il procuratore che sta sondando il mercato italiano. «È normale qualche perplessità da parte delle società - continua Tropiano - ma l’investimento sarebbe a basso rischio economico. Royston vuole dimostrare di essere ancora un calciatore di altissimo livello: fino a giugno accetterebbe un ingaggio modesto impegnandosi con il club interessato a ridiscutere eventualmente la posizione alla fine della stagione». Il vero Drenthe potrebbe fare comodo a molte società. «È un giocatore che copre tutta la fascia - conclude Tropiano - può essere l’ideale quinto centrocampista di sinistra in un 3-5-2. Giocherebbe volentieri in Serie A, ma può valutare anche piazze importanti in B». Può essere davvero l’ultima chiamata.

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