Cagliari, Cragno:
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Cagliari, Cragno: "Sarà una stagione importante, alziamo l'asticella"

Il portiere: "Non ho mai pensato di andare via. Il mio segreto è continuare a lavorare, lasciando stare i complimenti"

PEJO - Intervistato in conferenza stampa, il portiere del Cagliari Alessio Cragno esordisce così: "Sono contento di com'è andata quest'anno e di essere anche riuscito a raggiungere l'obiettivo della Nazionale. Però ormai fa parte del passato e dobbiamo pensare alla prossima". Si entra nell'anno degli Europei: "Più che per me, è una stagione importante per il Cagliari: si vive il Centenario, ma dobbiamo provare ad alzare l'asticella. L'obiettivo è questo: far bene con il Cagliari, poi a giugno se dovesse arrivare anche la convocazione, sarebbe ancora meglio. Il mio segreto? Continuare a lavorare, lasciando perdere i complimenti che arrivavano, senza lasciarsi distrarre da ciò che arriva da fuori". Sulla continuità di rendimento: "Dipende molto dal lavoro in allenamento durante la settimana: poi, ovviamente c'è anche la possibilità dell'errore e si può sempre sbagliare, ma quando ci si allena bene è tutto più semplice". Pochi portieri sono stati decisivi per le sorti rossoblu come Cragno: "Non posso caricarmi delle aspettative altrui, io penso a fare bene per me e per la società". La possibilità di lasciare la Sardegna non è mai stata presa in considerazione dal classe 1994: "Assolutamente no, io davvero non ho sentito nulla: solo qualche messaggio da parte dei miei amici, però la risposta sarebbe stata sempre quella".

Il Cagliari ha tre portieri forti in rosa: "C'è una sana concorrenza, che ci aiuta sempre a dare il meglio". Sul nuovo acquisto Vicario: "L'ho visto di sfuggita, ma me ne hanno detto un gran bene. È un bravissimo ragazzo, da quel che ho visto finora in ritiro. Lui il mio erede? Questo non lo so, ma forse è meglio non parlare di questo, visto che non sempre porta fortuna...(ride, ndr)". Cragno è da poco diventato padre: "Sono molto felice, l'importante è che vada tutto per il verso giusto. Di sicuro mi aiuta a essere più libero in campo, perché mi insegna che il calcio non è tutto nella vita". Lo scorso anno 38 presenze su 38 per il portiere toscano: "Non sto a guardare i record, io ho continuato ad allenarmi ma le scelte non le faccio io. Il rapporto con Rafael e Aresti è ottimo, sarei stato felice per loro se avessero giocato al mio posto".

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