Lazio, Carnesecchi diventa un rebus: Lotito tratta anche Vicario

L'infortunio del portiere dell'Under 21 complica l’affare con l’Atalanta. Kepa è il sogno proibito di Maurizio Sarri
Lazio, Carnesecchi diventa un rebus: Lotito tratta anche Vicario© LAPRESSE
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Daniele Rindone

ROMA - Perso prima d’essere preso, rischia di finire così. Chissà quale macumba, regola, implacabilmente, certe storie della Lazio. Quella con Carnesecchi, storia di mercato, non era neppure cominciata e l’infortunio subito dal portiere può troncarla. Carnesecchi si è fatto male ad una spalla martedì mentre si allenava con l’under 21. Non ci sono diagnosi ufficiali, solo versioni ufficiose. Quest’ultime ipotizzano l’operazione, secondo altre ricostruzioni dovrà sottoporsi ad altri accertamenti per determinare il quadro clinico. Carnesecchi si troverebbe davanti a un bivio: intervento o terapia conservativa. La decisione andrebbe presa di comune accordo con l’Atalanta, proprietaria del cartellino.  

Gli scenari

E’ una situazione delicata, c’è in ballo il futuro di questo ragazzo, 22 anni l’1 luglio. E’ un uomo mercato, ogni parola pesa e rischia di complicare le trattative che erano in ballo. La Federazione non ha diramato bollettini medici. Il cittì dell’under 21, Paolo Nicolato, ieri è rimasto abbottonato: «L’unica cosa che sappiamo è che non sarà della partita (oggi l’Italia sfiderà la Svezia ad Helsingborg)». Lo staff sanitario azzurro, dopo aver sottoposto il portiere ad una risonanza magnetica, ne ha comunicato l’esito alla Cremonese (detiene il prestito di Carnesecchi fino al 30 giugno) e all’Atalanta. A caldo si era ipotizzata una lussazione. Non è circolata nessun’altra voce, solo l’indiscrezione sulla possibile operazione. E quando si interviene chirurgicamente sulla spalla sono ipotizzabili 2-3 mesi di stop. Se l’operazione fosse confermata, il rientro, calcoli alla mano, tenendoci larghi, sarebbe previsto a settembre, ad un mese dall’inizio del campionato (scatterà nel week-end del 13-14 agosto). Gli infortuni alla spalla, per i portieri, sono tra i più subdoli. I tempi vanno valutati nel corso della riabilitazione. Spiegano gli esperti, un conto è la guarigione clinica, un altro sono le sensazioni, le risposte sui movimenti improvvisi, le insicurezze che possono sorgere. Carnesecchi ha quasi 22 anni, vigoria ed età sono dalla sua parte. Deve prendersela con la iella, gongolava da mesi all’idea di giocare nella Lazio. I fatti. Lotito aspetta di conoscere diagnosi e prognosi ufficiali, nel frattempo ragiona sul da farsi. Non può rischiare un investimento milionario, era in contatto con l’Atalanta, c’era una distanza di 5 milioni da colmare (10 l’offerta, 15 la richiesta). Si ragionava sul prestito. I contatti rischiano di interrompersi. Sarri ha bisogno di un numero uno fin dal primo giorno di ritiro. La Lazio può fiondarsi su Guglielmo Vicario, 25 anni, 1,94 di altezza, appena riscattato dall’Empoli. Corsi ha versato 8 milioni al Cagliari, non 10. Il presidente dell’Empoli già nei giorni scorsi aveva lanciato segnali a Lotito: «Se il mio amico Lotito chiedesse Vicario, con un’offerta giusta sarei quasi contento di darlo a lui a patto che venga riconosciuto il nostro lavoro e il reale valore». L’Empoli lo valuta 12 milioni. Su Vicario ci sono anche Fiorentina e Napoli, avrebbe fatto un sondaggio la Juve. E’ gestito dai fratelli Giuffrida, martedì si sono riuniti a pranzo con il diesse Tare, poche ore prima dello stop di Carnesecchi. Si lavorava su due piste. 

Gli altri nomi sul taccuino della Lazio

Per mesi sono rimbalzati nomi di portieri. S’era ripartiti da Kepa del Chelsea, sogno proibito per i costi, era il preferito di Sarri. Kepa avrebbe chiamato Mau, dando la sua disponibilità. I costi restano alti, nonostante il Decreto Crescita (ingaggio da circa 5 milioni). Era stato scartato Sergio Rico (PSG). Jorge Mendes ha proposto Maximiano, 23 anni, 1,94 di altezza, è promettente, ma è retrocesso col Granada. Erano stati valutati Meret e Ospina del Napoli. Anche Provedel dello Spezia, non Cragno e Gollini. Non si escludono sorprese. Non più brutte, si spera belle.


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