Lazio, è un Pedro da sballo e può restare fino al 2024

Il biennale firmato nell’estate 2021 scade a giugno, ma c’è un’opzione a favore della società: può allungare il contratto di un altro anno
Lazio, è un Pedro da sballo e può restare fino al 2024© Getty Images
4 min
Daniele Rindone
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È un Pedro da sballo, sfrecciante popstar. Fa ballare e cantare Sarri, squadra e tifosi con i suoi colpi da capogiro, con la power hit “Pedro Pè” che è il remix della Carrà. È un Pedro da clonare, ma non ce n’è bisogno. La Lazio può tenersi la copia originale, può prolungare la sua storia laziale fino ai 36 anni (oggi ne ha 35) e poi chissà. Il contratto in scadenza a giugno 2023 contiene un’opzione, è a favore della Lazio, facendola valere può allungare l’accordo fino al 2024. Il biennale firmato nell’estate 2021 era quasi un triennale, basta poco per trasformarlo. Con Sarri c’è un feeling innato, continua, migliora col tempo. Li unisce l’idea del calcio spettacolare, degli assalti che sono sorpasso, dell’adrenalina, dei confini da non rispettare. Pedro, tradito dalla Roma, si è innamorato della Lazio. «L’unica cosa che voglio è vincere qualche trofeo con questa maglia perché ho vinto ovunque e mi manca qui. Vincere il campionato non è una cosa così impossibile, sappiamo che è difficile perché ci sono tante squadre forti. Ma dobbiamo lavorare e fare le cose bene», diceva a luglio con il sorrisone a trentadue denti che è lo specchio della sua immagine.

La festa

Pedrito, come Klose, è un campione che lascia sempre qualcosa, ovunque giochi. Trasmette esempio, mentalità. E’ la magia del Dna di personaggi come loro, professionali, ortodossi, hanno una fibra che migliora anno dopo anno. Pedrito è ancora più trascinatore di Miro. Tutti, dai compagni ai 50.000 laziali, sono rimasti in campo e sugli spalti a godere della notte post-Inter. A ripensarci è stata una vera festa. E’ esplosa sotto la Nord, tutti quanti si sono messi a cantare “Pedro Pè” nella maxi-discoteca dell’Olimpico. Disco music, balli e canti, delirio. Il Pedroshow come il Jova Beach, fa salire gli stessi decibel. “Pedro Pè” è stata la colonna sonora della vittoria, il fragore di un nuovo amore. Pedrito ha portato prodezze e allegria, divertimento e sarebbe un peccato perderli. A 35 anni, compiuti il 28 luglio, coinvolge e sconvolge tutti. Ha coinvolto lo stadio iniziando ad attaccare e a difendere, a sprintare, a prendere falli. Ha sconvolto l’Inter e Inzaghi. Il suo ingresso in campo, contemporaneo all’entrata di Luis Alberto (minuto 13 del secondo tempo), è stato teatrale, terrificante. Gli assalti sono diventati fulminei. Ha sfornato l’assist per il golazo del Mago. E ha firmato il tris con quel tiraggiro, tirando in faccia a De Vrij, la parabola l’ha costretto a fare la trottola su se stesso. E’ una delle immagini più cliccate dai laziali sui social, uno sberfleffo.

La carica

Pedro, unico nel suo genere e nel suo genio, a parte qualche acciacco muscolare risolvibile velocemente, continua a correre ad alta velocità, infligge ubriacature a chi prova a frenarlo. La ricerca del numero gli viene spontanea, come una volta, quando brillava nel Barça e nella Spagna, vincendo tutto. Vuole provare a vincere con la Lazio, è uno degli obiettivi che può spingerlo a continuare, a chiudere la carriera a Roma se il contratto sarà prolungato fino al 2024. Pur di rilanciarsi ha accettato il taglio dell’ingaggio, non fa di questi problemi. Pedro e Sarri formano una coppia simile al duo Pedro-Guardiola: «Sarri vuole sempre giocare il pallone, pressare alto e avere il possesso. In questo è molto simile a Guardiola anche se lui è il migliore del mondo in questo senso, ma Sarri ha una sua idea. La squadra l’ha capito, dobbiamo crederci e continuare giocando così», è stato il grido dello spagnolo, lanciato venerdì dopo l’Inter. La fiesta spagnola c’era già stata, “Pedro Pè” continuava a riecheggiare. Un ballo da sballo.

Show Lazio all'Olimpico: Anderson, Luis Alberto e Pedro stendono l'Inter
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