Lazio, il piano dei tagli: Tchaouna è il primo, ma serve una soluzione per Basic, Fares e Kamenovic

Cessione al Burnley già ufficializzata: il club biancoceleste incassa 15 milioni. L'obiettivo è riportare la soglia ingaggi-ricavi sotto l’80%
Daniele Rindone
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Niente acquisti, tagli alle spese. La sfida di Lotito, sempre se si sia arreso rispetto al blocco di mercato, è riportare sotto la soglia dell’80% il rapporto tra monte ingaggi e ricavi della nuova stagione. Al di là delle sue battaglie è un punto che deve provare a centrare. La nuova fotografia dei conti avverrà il 30 settembre. Da qui le prime cessioni dei sacrificabili o degli esuberi con l’obiettivo di portare la lista dei 30 giocatori sotto contratto a 23 (con 3 portieri). E’ ancora lunga. Il primo a partire è stato Tchaouna, porta 15 milioni e un risparmio di ingaggio da 1,6 milioni lordi. Poco per rientrare nei parametri. La cessione al Burnley è stata ufficializzata ieri a titolo definitivo, c’è anche un 10% di rivendita che spetta alla Lazio. L’operazione era stata intavolata a fine giugno, è stata ratificata con l’inizio della nuova stagione per metterla nel bilancio 2025-26. Il francese era stato acquistato per 9,7 milioni più premio di formazione di 421 mila euro, dopo un anno una discreta plusvalenza. Ecco il comunicato: «La S.S. Lazio comunica di aver ceduto a titolo definitivo il calciatore Loum Tchaouna al Burnley Football Club. La società ringrazia Loum per la professionalità dimostrata e gli augura le migliori fortune, umane e sportive, per questa nuova avventura in Premier League». Il messaggio di Tchaouna rivolto solo agli inglesi: «Sono molto orgoglioso di firmare con un club così speciale. Ho parlato con il tecnico durante gli Europei under 21 e abbiamo avuto un'ottima conversazione, che mi ha fatto capire che volevo essere qui. Non vedo l'ora di prepararmi per la prossima stagione e di giocare davanti ai tifosi». 

Lazio, la situazione di tutti gli esuberi

In uscita restano Basic, Fares e Kamenovic, tutti in scadenza nel 2026. Pesano come ingaggi. Hanno un solo anno di contratto, se non si riuscirà a cederli risparmiando sullo stipendio non resterà che l’opzione di tentare un accordo per liberarli. Lotito non ha mai aperto a questa soluzione. Sempre che i giocatori accettino. Il 30 giugno sono arrivati a termine i contratti di Akpa Akpro e André Anderson, dopo 5 e 7 anni. Anche quello di Castrovilli, partito a gennaio. Cancellieri e Cataldi andranno in ritiro, potrebbero anche restare. Il primo è legato all’uscita di Noslin. Il secondo ai conti che faranno la società (rispetto al monte ingaggi) e Sarri (a centrocampo). Il tecnico ha 5 mediani, gliene serve un altro, un vice Guendouzi. In questo caso Cataldi farebbe la mezzala. E’ stata chiusa anche la cessione di Marcos Antonio, era tornata pericolosamente in bilico. Resta al San Paolo in prestito con obbligo di riscatto fissato a 4,2 milioni, la cessione scatterà nel 2026. Era stato acquistato per 7,5 milioni di euro e premi per un massimo di 2 milioni nel 2022. Tra le cessioni c’è anche il riscatto di Casale chiuso dal Bologna a giugno: il prestito oneroso era costato 1,5 milioni, il riscatto 6,5 milioni. Sono state chiuse le operazioni minori di Crespi, a titolo definitivo all’Avellino, e di Milani in prestito nello stesso club. Si lavora alla cessione di Artistico allo Spezia, di rientro dal doppio prestito alla Juve Stabia e al Cosenza. Diego Gonzalez rimarrà in prestito fino a dicembre all’Atlas. In lista Saná Fernandes, Ruggeri e Bertini. 


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