Il Diavolo veste Glasner (alla faccia di Rangnick)
Forse, forse, la prima scelta è stata fatta. L'ufficialità non c'è, l'accordo totale al 100%, ma molto lascia pensare che il Milan abbia finalmente scelto il suo nuovo allenatore. Oliver Glasner, infatti, è ad un passo dal diventare il sostituto di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera. Austriaco, classe 1974 nato a Salisburgo, sarà al primo top club in carriera: dopo le prime esperienze in patria, si è spostato in Germania, dove ha ottenuto ottimi risultati con il Wolfsburg (qualificazione in Champions League nella stagione 2020-2021) e con l'Eintracht Francoforte, con cui vince l'Europa League nel 2021-2022 a quasi 40 anni dall'ultimo trionfo internazionale dei tedeschi. Si è confermato tecnico vincente anche in Inghilterra: prima del suo arrivo nel febbraio 2024, il Crystal Palace non aveva mai vinto un trofeo in 120 anni di storia; al suo addio, consumatosi un paio di settimane fa tra gli applausi della gente di Selhust Park, i rossoblu di Londra contano tre coppe in bacheca: la FA Cup del 2024-2025, il Community Shield dell'agosto scorso e la recentissima Conference League.
Glasner e il Milan
Probabilmente, anche lo stesso Glasner avrà pensato che fosse arrivato il momento di tentare il grande salto in un top - almeno per il blasone, la storia e il prestigio - club europeo. Il Milan lo ha cercato, dopo aver contattato altri allenatori, lui ci ha pensato, fino al 'quasi sì' di queste ore. L'austriaco sa perfettamente che andrà ad infilarsi in una situazione non semplice, in una squadra distrutta dagli ultimi due fallimenti, in una società senza dirigenza sportiva e in una proprietà con più pensieri alle casse che ai risultati sportivi, ma l'attrazione per la panchina di lusso e per la grande occasione della carriera, beh, non poteva restare inascoltata. L'accordo di massima sull'ingaggio c'è: biennale a quasi 5 milioni di euro a stagione, bonus compresi, da raggiungere a seconda degli obiettivi raggiunti sul campo.
Le richieste del nuovo allenatore
Il benestare di Glasner dovrebbe arrivare anche senza la garanzia che, al suo fianco in giacca e cravatta, ci sia Ralf Rangnick. Il tedesco ha sul piatto la proposta di rinnovo dalla federazione austriaca fino al 2028, ma, anche per lui, il Milan rappresenta un'attrazione non trascurabile; rispedibile al mittente, però, soprattutto se le sue richieste non dovessero essere soddisfatte dalla proprietà. Rangnick non ha chiesto nulla di particolare: autonomia nelle scelte, possibilità di gestire il mercato della Prima Squadra e di indirizzare quello del settore giovanile, gestione personale dell'allenatore e dello spogliatoio. Tutti compiti tipici di un direttore tecnico, nulla di più del normale. Ma la gestione di Cardinale e Ibrahimovic, a quanto si è percepito nelle ultime settimane, non vuole lasciare troppo spazio a indipendentismi vari, anche se pienamente legittimi. A loro due la scelta su Rangnick, quella su Glasner, forse, è stata fatta.
