Napoli, punto e a capo: De Laurentiis prepara la rivoluzione

Il presidente e Manna aspettano la risposta di Gasperini e progettano il mercato della rinascita: idea Dovbyk per il dopo Osimhen
Fabio Mandarini
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E così, dopo una stagione che a immaginarla un anno fa di questi tempi scherzando tra amici sarebbero volate battute fantasiose e grandi risate, è arrivato il momento del sipario. In tanti, forse tutti, tireranno un grande sospiro di sollievo: la realtà è andata ben oltre la fantasia, molto più in là; e chi pensava che sarebbe stata una passerella settimanale in giro per l’Italia e l’Europa con lo scudetto sulle maglie a testa altissima, alla fine è tornato a casa troppo spesso a capo chino. Può succedere, è successo, basta così. Punto e a capo.

Napoli, la rivoluzione di De Laurentiis in tre mosse

Il Napoli prepara la rivoluzione. In tre mosse: la prima è già stata fatta con la scelta di Giovanni Manna, il nuovo responsabile dell’area sportiva che in un clic sarà anche libero di ricevere l’investitura ufficiale: questione di poco, pochissimo, ore. Tanto che oggi, una volta liberato con tutti i crismi dagli impegni con la Juventus, potrebbe già arrivare in città e poi domenica fare la prima apparizione al Maradona, in occasione della partita contro il Lecce. Il famoso sipario: sarebbe un simbolo, un trait d’union perfetto, il ponte sul futuro. Le mosse, dicevamo. La seconda sarà chiudere la questione relativa al nuovo allenatore: il club è in attesa della risposta di Gian Piero Gasperini, il prescelto, il vate della Dea che domani giocherà la finale di Europa League a Dublino con il Bayer Leverkusen, e che quindi si pronuncerà soltanto dopo la grande notte di coppa. Attendere, prego. Lui come gli altri candidati: Pioli e Italiano, certo, e poi la variabile Conte (al netto di una situazione estremamente complessa). La terza mossa, invece, riguarda la squadra. Il mercato al centro del villaggio: chi parte, gli incerti, chi resta. Sia chiaro: le liste non possono prescindere e non prescinderanno dall’ispirazione del tecnico che verrà, sarà lui a orientare inevitabilmente la campagna acquisti e cessioni, ma un po’ di idee cominciano a venire fuori. E tutto, come sempre, gira intorno a Osi e Kvara.

Mercato Napoli: chi parte, chi resta e chi rientra

Kvaratskhelia, fino a prova contraria, farà parte dell’ossatura del futuro; Osimhen, fino a prova contraria, dovrebbe invece partire a fine anno. Il Napoli sta cercando un centravanti d’autore, guarda l’ucraino del Girona, Artem Dovbyk, che nel contratto ha una clausola pari a un terzo di quella di Victor: 40 milioni di euro. E ancora: il capitano inesauribile Di Lorenzo, Rrahmani, Olivera e Mazzocchi assisteranno alla restaurazione, e con loro anche il portiere Caprile, reduce da un’ottima stagione in prestito a Empoli. In bilico le posizioni di Meret, Natan e Mario Rui; candidati a cambiare aria Gollini, Ostigard e Juan Jesus. A centrocampo, senza gli svincolati Zielinski e Demme, e senza i riscatti degli arrivi di gennaio Traore e Dendoncker, si ripartirà da Anguissa e Lobotka, Lindstrom e Folorunsho, al rientro doopo un’annata da protagonista della salvezza del Verona. Incerto il destino di Cajuste e Gaetano, altro protagonista della volata salvezza ma con il Cagliari. In attacco, oltre alle posizioni di Kvara e Osi, il primo investimento del futuro già firmato a gennaio si chiama Ngonge: De Laurentiis lo ha voluto e ha speso 20 milioni per lui. E ancora: saranno del progetto Politano, il più costante e positivo della stagione, e poi Raspadori, l’acquisto top dell’estate pre scudetto che non ha mai trovato una continuità degna del suo talento. Da valutare le posizioni di Simeone, animato dalla legittima voglia di campo e partite; Zerbin, al rientro dal Monza; e Cheddira, l’ultimo baluardo della lotta salvezza in prestito: se la giocherà con il Frosinone contro l’Udinese di Fabio Cannavaro.


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