Roma, intervista a Volpato: “Totti è come un padre e io segno come lui”

Australiano di nascita, azzurro nel cuore: "Ho sangue italiano, sogno i Mondiali"
Il trequartista Christian Volpato (classe 2003) è il profilo reputato più interessante dal Sassuolo tra i giovani giallorossi: in questa stagione ha segnato un gol in Serie A al Verona© AS Roma via Getty Images
5 min
Roberto Maida
TagsRomaVolpatoTotti

ROMA- In italiano o in inglese? «Se puoi in inglese». No problem. Cristian Volpato sta studiando la lingua del suo cuore ma per la sua prima intervista preferisce ancora esprimersi con i termini e i toni più familiari. «Qui nel ritiro della Nazionale mi prendono in giro per l’accento. Ma sto migliorando eh: studio tutti i giorni con gli altri stranieri della Roma». All’esordio con l’Under 19, direttamente in un campionato europeo, ha subito segnato il gol decisivo per la vittoria. Sembra l’inizio di una grande storia per il pupillo di Francesco Totti che ha conquistato anche José Mourinho.  
 
 Cristian, che effetto fa diventare famosi a 18 anni? 

«E’ una grande emozione. Anche a Roma ormai mi riconoscono per strada, mi urlano Daje, mi incitano. E’ bello. Ma ora non devo fermarmi, ho tanta strada da fare». 
 
Perché ha scelto l’Italia essendo nato e cresciuto in Australia? 
 
«Perché il mio sangue è italiano. I miei nonni paterni sono di Treviso, quelli materni di Napoli e Messina. Ho sempre pensato che un giorno avrei voluto indossare la maglia azzurra». 
 
Per giocare un Europeo Under 19 ha rinunciato al Mondiale in Qatar con l’Australia. 
 
«Lo so, loro mi volevano, ma ho già in mente un altro obiettivo: il Mondiale del 2026 con l’Italia. Lo dico senza presunzione, per carità. So benissimo che prima devo superare tanti altri esami. La mia carriera è appena cominciata. Però ci spero». 
 
Come mai ha deciso di diventare calciatore? 
 
«E’ stato tutto molto naturale. Quando avevo 4 anni, mio nonno Sergio mi ha tirato un pallone sui piedi. Non ho più smesso di giocare». 
 
Poi cosa è successo? 
 
«Ho cominciato a giocare con l’accademia di un ex calciatore italiano, Andrea Icardi, sono passato al Sydney e lì ho attirato l’attenzione di Tony Basha, direttore di un’altra accademia che mi segnalò a Fabrizio Piccareta, all’epoca allenatore dell’Under 17 della Roma. Ho passato il provino e mi hanno tesserato». 
 
Come ha vissuto, da adolescente, il trasferimento improvviso in Italia? 
 
«Non è stato semplice, lo ammetto. Ma sarebbe stato molto più duro senza mia madre Claudia, che è stata importantissima per me e ha mollato tutto per accompagnare i miei sogni». 
 
E il suo talento non è sfuggito agli occhi di un fuoriclasse come Totti, che l’ha ingaggiato nella propria agenzia. Era destino, visto che suo figlio si chiama proprio Cristian. 
 
«E’ un orgoglio per me. Francesco è un secondo padre, oltre che una leggenda. Prima di arrivare a Roma, non avevo capito fino in fondo cosa rappresentasse Totti per i romanisti. Ora mi è chiaro». 
 
Totti le ha inviato anche i complimenti per il gol segnato all’Euro Under 19 contro la Romania. 
 
«Sì e lo ringrazio. Per me è un supporto fondamentale. Mi dà sempre consigli, mi guida, mi insegna. Non potevo chiedere di meglio per crescere». 
 
Nel modo di muoversi in campo, Cristian, un po’ ricorda il giovanissimo Totti. 
 
«Mah, non vorrei fare paragoni perché io sono all’inizio e lui è un dio del calcio. Diciamo che nel ruolo siamo simili, perché siamo entrambi trequartisti. E abbiamo un’altra cosa in comune». 
 
Quale?
 
«Il suo primo gol in Serie A assomiglia al mio, quello che ho fatto contro il Verona. Ho visto il video (Roma-Foggia 1-1, 4 settembre 1994, ndr). Francesco però era più giovane!». 
 
E Mourinho cosa rappresenta per Volpato? Uno zio? 
 
«Il migliore allenatore possibile. Già quando ero in Australia sognavo di poter lavorare con lui. Ed è successo». 
 
Cosa le chiese l’allenatore quando la fece entrare contro il Verona sul risultato di 0-2? 
 
«Niente di particolare, qualche indicazione tattica per consentirmi di aiutare la squadra a recuperare. Alla fine mi ha detto che ero stato bravo». 
 
Il prossimo sogno è giocare nella Roma o andare altrove per fare esperienza? 
 
«Non lo so, non ne ho idea. In questo momento penso a vincere l’Europeo con gli azzurri. Sarebbe un titolo importante per il nostro movimento. C’è tempo per pensare alla prossima stagione».

Commenti