Scamacca chiama la Roma: prima la Champions, poi...

Il centravanti sarebbe felice di tornare a Trigoria. Gianluca ha parlato con alcuni giocatori giallorossi che conosce
Jacopo Aliprandi
4 min

Certe storie fanno giri lunghissimi prima di ritrovarsi davanti al proprio destino. E quella tra Scamacca e la Roma sembra una di quelle scritte apposta per consumarsi tra attese, rincorse, frenate e nuovi incroci. Perché l’aria di casa, alla fine, chiama sempre. E lui quella chiamata non ha mai smesso di sentirla. Da anni il centravanti sogna il ritorno in giallorosso. Lo ha sfiorato, accarezzato, quasi toccato. Ma la Roma gli è sempre scivolata via all’ultimo metro, come una porta che si chiude proprio mentre stai per attraversarla.

 

 

Il rapporto

Adesso, però, qualcosa può cambiare. Perché la terza volta potrebbe davvero essere quella giusta. Lo spera Scamacca, lo spera soprattutto Gasperini, uno che con Gianluca non ha costruito soltanto un rapporto tecnico, ma anche umano. Profondo, sincero, diretto. Un anno fa Gasperini era a Roma per il matrimonio dell’attaccante. Lì avvenne anche il primo contatto con Pellegrini ed El Shaarawy, molto prima di ritrovarli a Trigoria. E in quelle conversazioni inevitabilmente il discorso cadde sulla Roma, anche con Scamacca, in un momento in cui Dovbyk sembrava vicino all’addio e il club cercava un nuovo centravanti titolare. Non se ne fece nulla. Ma certe idee, quando restano sospese, spesso tornano più forti di prima.

La coppia con Malen

E oggi lo scenario è completamente diverso. La qualificazione in Champions cambierebbe tutto: strategie, investimenti, ambizioni. E soprattutto renderebbe finalmente sostenibile quel matrimonio soltanto rimandato. Perché Scamacca alla Roma verrebbe per incidere, per giocarsela con Malen, alternandosi tra Serie A e Champions oppure addirittura fianco a fianco. Un mix devastante, con la fantasia di Dybala alle spalle. Scamacca guarda intorno, valuta, aspetta. E Roma continua a ronzargli nella testa.

Roma, operazione diesse

Intanto Gasp e Ryan Friedkin studiano le prossime mosse. Prima però c’è Verona, poi arriveranno le scelte definitive, a partire da quella del direttore sportivo. D’Amico resta un nome forte: piace, convince, conosce Gasperini e anche Scamacca. È stato lui a portarlo all’Atalanta, è stato lui a costruire con Gasp quella squadra capace di vincere l’Europa League. Un asse già collaudato. Il Milan osserva e prova a inserirsi, ma la Roma vuole giocarsi fino in fondo le proprie carte. E nel frattempo Scamacca aspetta. La sua stagione è finita ieri, le vacanze sono iniziate, ma i telefoni restano accesi. Perché a volte basta una chiamata per cambiare tutto. E magari riportarti finalmente a casa.

 


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