Napoli, non si fanno questi regali
Non si possono buttare partite così. Quando giochi bene, domini e vai in superiorità numerica devi portare a casa la vittoria. Non puoi accontentarti di essere in vantaggio. Devi essere più cinico, più spietato, meno lezioso. Devi fare di tutto per trovare un altro gol e chiudere la partita. La serata di Copenaghen rischia di diventare amarissima per il Napoli, un pareggio fa restare la qualificazione ai playoff aggrappata alla partita dell’ultima giornata, al Maradona con il Chelsea. Con il rischio di dover fare bottino pieno per non salutare subito l’Europa. Un rammarico enorme per Conte, anche perché la prestazione del Napoli è stata all’altezza della situazione. Nonostante i nove assenti e le fatiche dell’ultimo periodo, la squadra aveva approcciato la notte di Champions con la giusta determinazione. Senza concedere praticamente niente e con la giusta intraprendenza davanti.
L’illusione della vittoria l’aveva regalata il solito McTominay, quattro gol in sette partite di Champions e un’altra superba prova a centrocampo in tandem con Lobotka. Ma non è bastata, soprattutto perché il Napoli non ha avuto la forza di andare a chiudere la partita. Conte ci ha provato in tutti i modi. Aveva iniziato con Vergara trequartista e Gutierrez nella inedita posizione di esterno destro, via via ha messo dentro tutti quelli che potevano entrare. I partenti Lang e Lucca, ma anche Olivera e Ambrosino. Si è solo riscaldato Lukaku, ancora non pronto per dare il suo contributo. A condannare il Napoli un’altra ingenuità di Buongiorno, al secondo rigore provocato in dieci giorni dopo quello con il Verona. Un errore pesante, che poi lo ha mandato in bambola e gli ha fatto rischiare in altre occasioni. Eppure Milinkovic aveva parato un altro rigore, ma stavolta la respinta è finita sui piedi di Larsson che ha ribadito in rete senza nessuno ostacolo.
Una serata da archiviare al più presto, perché, come d’abitudine in questo tremendo gennaio, ci sarà poco tempo per mangiarsi le mani. Conte è atteso da tre partite in sette giorni con coefficiente di difficoltà molto alto: domenica la Juve a Torino, poi mercoledì il Chelsea e sabato la Fiorentina al Maradona. Dalle parole dello staff medico c’è qualche spiraglio di luce che si vede in fondo al tunnel. Per la sfida con Spalletti dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) tornare a disposizione Anguissa, almeno per la panchina. Da metà dicembre a Riyadh nella sfida con il Milan, il Napoli ha giocato sempre con la coppia Lobotka-McTominay: nove partite di fila senza sosta. Le treccine di Frank assomigliano a un’oasi nel deserto davanti agli occhi di Conte, la sua esuberanza e il suo strapotere fisico sono mancati tremendamente a centrocampo negli ultimi due mesi. Pronto a rientrare anche Meret, mentre sono ancora da decifrare le condizioni di Neres. Ipotizzare una formazione per lo Stadium diversa rispetto a quella che è andata in campo a Copenaghen è difficile. A meno che non arrivi qualche sorpresa sul mercato in queste ore. Ipotesi molto complicata, nonostante le tante trattative sul tavolo. Lo scorso gennaio fu traumatico, dalla partenza di Kvara all’arrivo in extremis di Okafor. Conte si augura che l’incubo non si ripeta.
