La vera storia di Antonin Kinsky, il portiere da incubo del Tottenham: dai problemi di crescita al rapporto con padre e sorella© EPA

La vera storia di Antonin Kinsky, il portiere da incubo del Tottenham: dai problemi di crescita al rapporto con padre e sorella

In tutta Europa si parla solo del numero uno ceco del Tottenham: chi è perché forse non merita l'etichetta di "pazzo"
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Antonin Kinsky è, suo malgrado, l'uomo del martedì notte in Europa. Il quarto d'ora da incubo in campo con il Tottenham, Tudor che lo sostituisce dopo che Romero gli dice che il compagno non è in grado di continuare, Vicario che entra, De Gea che lo difende, i social che lo massacrano (sai che novità...) e qualche sito di Praga che lo definisce "pazzo". Un'etichetta che probabilmente questo portiere figlio d'arte di quasi 23 anni (li compirà il 13 marzo, non sarà un bel compleanno) non merita. Perché la sua storia, al netto del disastro di Champions, è quella di un ragazzo che ha dedicato al calcio tutta la sua vita nonostante non fosse un predestinato. Qualcuno sui social ha scherzato: "Forza, magari ti riprendi come Karius". Il riferimento, neppure troppo velato, è alla drammatica, in senso sportivo, partita di Loris in finale di Champions. Oggi Karius si è ripreso, il disastro contro il Real Madrid del 2018 è alle spalle, gioca nello Schalke 04, è sposato con Diletta Leotta, ha una figlia e aspetta il secondo. Eppure, lo ha raccontato spesso, per lui tornare a giocare non è stato facile. L'auspicio è che per  Kinsky le cose siano più semplici. E pensare che l'inizio non era stato malvagio, anzi.

Chi è Kinsky, il portiere del Tottemham

Il portiere ceco è al Tottenham dal gennaio 2025, pagato 15 milioni dallo Slavia Praga. Postecoglu lo mandò subito in campo contro il Liverpool: buoni piedi, parate importanti, zero gol subiti  e tanti complimenti. Soprattutto perché erano 10 anni che un portiere del Tottenham manteneva la porta inviolata contro il Liverpool. Poi il nulla o poco più: dopo 132 giorni senza calcio Kinsky è rientrato. Come è andata si sa. Adesso lui, che ha sempre detto di considerare "la pressione un privilegio" deve trovare il modo di riprendersi come in passato già ha fatto. Determinanti, all'epoca, il padre, ex portiere, e la sorella. Quando non aveva nemmeno quindici anni,dovette lasciare il calcio per parecchi mesi a causa di problemi di crescita. Ma ha superato tutto ed è tornato più forte di prima: "È stata una bella esperienza: ho imparato a non farmi prendere dal panico quando le cose non vanno come immagini. Dipende sempre dal punto di vista. Puoi lamentarti di perderti molto, oppure puoi vederla dall'altro lato: se non posso giocare a calcio, mi concentrerò su qualcos'altro. È così che mi ha insegnato mio padre fin da bambino".

Cosa scrivono in Repubblica Ceca su Kinsky

E, ancora, scrivono in Repubblica Ceca: "Durante la sua permanenza a Pardubice, ha dovuto affrontare un'altra difficile prova di carriera. Sebbene avesse iniziato la stagione da numero uno, in estate si è guadagnato un cartellino rosso per un fallo nella partita contro lo Jablonec dopo un intervento del VAR e successivamente una squalifica di quattro giornate, aggravata da problemi al ginocchio, infiammazione al gomito e problemi ematici. Tuttavia, non si può dire che questa sequenza di eventi e problemi di salute abbiano spezzato o segnato Kinsky. Non appena è tornato in porta dopo alcuni mesi, è tornato ad essere il numero uno incrollabile del Pardubice". Bisognerà vedere come reagirà adesso perché, con tutto il rispetto per il Pardubice, una batosta del genere in mondovisione non sarà facile da digerire.

 

 

 


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