Taylor, Tavares e Zaccagni in finale: Sarri rilancerà tutti i titolari

Sarri nel secondo round con l’Inter rilancerà tutti i titolari rimasti a riposo in campionato. Vuole ripartire dai pericoli creati nel secondo tempo
Daniele Rindone
6 min

Ricapitolando: Inter in carrozza, Lazio alle corde. Vada come vada, servirà l’esatto contrario della squadra che Sarri ha visto in campionato. Col Tavares di Cremona, il miglior Taylor, l’Isaksen del finale di sabato, un Zaccagni all’altezza e i tifosi finalmente presenti si può sperare in altre emozioni. Non è detto che basteranno per resistere all’Inter, ma bisogna provarci. Serve un sussulto di dignità. Non si può pensare di tornare in campo alla stessa maniera diventando carne da cannone. Sarri l’ha detto subito: si può perdere, c’è modo e modo di farlo. Vuole rivedere la Lazio fatata arrivata fino alla finale, risalita in campionato prima dell’ultimo stop. Essenziale, verticale, con gli strappi in contropiede. La Lazio che s’è vista dopo il rosso a Romagnoli. Era stata sempre a rimorchio dei campioni, in 10 è stata pericolosa, ha trovato spunti e spazi. La mollezza dell’Inter era evidente, erano in atto i cambi di Chivu, il risultato era al sicuro, ma quella Lazio ha fatto vedere di poter arrivare in porta e di poter colpire. Sarri vuole ripartire da lì aggiungendo pedine insostituibili nella Lazio di oggi.

Lazio, la probabile formazione contro l'Inter in finale di Coppa Italia

L’Inter ha torturato la fascia sinistra di Pellegrini con Diouf, risparmiando Dumfries. In finale toccherà a lui, si ripeterà il duello con Tavares. In passato sempre favorevole all’interista. Nuno, oggi, è più pronto difensivamente, sarà la prova di fuoco. Con lui Marusic, Gila e Romagnoli in difesa. Taylor darà inserimenti da mezzala sinistra, serve un bersagliere in più. Rovella è in bolletta. Cataldi si riunirà al gruppo solo oggi. Il regista sarà Patric, entrato nel secondo tempo in campionato. Ieri è stato gestito, ma è considerato recuperabile dopo l’indurimento al polpaccio accusato sabato. Con lui più schermo. Basic giocherà a destra. Davanti Isaksen, Noslin e Zaccagni. Cancellieri è affaticato. Maldini ha perso il posto. Il capitano è stato risparmiato dopo la contusione subita ad un piede venerdì. Salvo sorprese la squadra della finale è decisa.

Lazio, mercoledì contro l'Inter servirà un altro spirito

Serve la Lazio dell’uno per tutti, così ha superato i limiti quest’anno. Ci è riuscita quando tutti hanno dato tutto. Lo 0-3 di sabato suona come una sentenza, ma il calcio è anche riffa, soprattutto nelle finali. È stato il risultato peggiore, ma migliore per sperare in una reazione forte. La Lazio in questi casi la garantisce sempre. L’allarme che suona di più è quello lanciato da Sarri, ha detto che «l’intensità difensiva non è più quella giusta. Avevo avuto qualche sentore di questa mollezza dietro».

Sarri vuole una Lazio senza paura contro l'Inter

L’ammissione è di sabato, si riferiva a uno degli ultimi allenamenti svolti a Formello. Aveva lodato la squadra per il palleggio, era spiazzato dall’atteggiamento difensivo. La dormita d’avvio e il disallineamento dei difensori sono alla base delle analisi che sta compiendo. È rimasto stupito dal vuoto di testa, giustificabile solo con l’attesa della finale.

Mau guarirà le ferite e spingerà la Lazio alla reazione. L’Inter procede avanzando con i cavalli, le torri, gli alfieri. Nel primo tempo è stata padrona di tutto. Ha rotazioni difficilmente frenabili. Ma la Lazio poche volte quest’anno è apparsa tanto distante da sé come sabato. È sempre rinata. Sarri la vuole senza paura, quantomeno vuole giocarsela. Mai dire ormai.


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