Ronaldo nervoso e il gesto rabbioso a fine partita

Lukaku si batte fino alla fine e tiene la difesa portoghese sempre in allarme. CR7 cerca il colpo ma non lo trova
Ronaldo nervoso e il gesto rabbioso a fine partita© EPA
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TagsEuro 2020RonaldoPortogallo

Lukaku, a noi! È sempre l’ora di Big Rom. Prima lo scudetto, ora l’Europeo: Ronaldo va ancora al tappeto. Festeggia il Belgio, festeggia il bomber interista che si regala l’Italia ai quarti di finale di Euro 2020. Cristiano, invece, abdica dal trono continentale su cui era salito nel 2016 nella notte di Saint Denis, dolcissima nonostante l’infortunio che lo tolse presto dal palcoscenico. Cinque anni dopo, i campioni in carica sbattono sui Diavoli Rossi già agli ottavi e CR7, il re, saluta da capocannoniere del torneo ma senza ulteriore gloria dopo i record stabiliti nella fase a gironi. Non arriva il gol numero 110 con il Portogallo, che lo avrebbe reso capocannoniere solitario con le Nazionali. Scuote la testa, Cris, che sbatte a terra la fascia da capitano, dopo i 24 infruttuosi tiri dei portoghesi (più un palo). Lukaku gli si avvicina: i due giganti, stremati, si abbracciano e si parlano per qualche secondo ma non è il momento dei sorrisi per Ronaldo. E adesso ripartirà immediatamente e inevitabilmente il tormentone sul suo futuro: resterà alla Juve?

Lukaku consola Ronaldo: l'abbraccio a fine partita
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Lukaku consola Ronaldo: l'abbraccio a fine partita

Ronaldo-Lukaku, che duello

Nessuno dei due segna, ma c’è più Ronaldo che Lukaku nella prima metà di gara mentre alla distanza Big Rom trova qualche spazio, anche se nel complesso ha vissuto serate migliori. Cristiano sbuffa per l’avvio difensivo del Portogallo e richiama i compagni a salire. Non è uno che ama difendersi, lo ha fatto capire pure in bianconero. Renato Sanches è l’anima portoghese, CR7 sfiora il vantaggio con una velenosa punizione laterale sulla quale Courtois fa Courtois e non si lascia sorprendere. Big Rom, invece, resta a lungo stretto tra Pepe e Ruben Dias, gli armadioni addetti alla sicurezza dell’area portoghese. Per vedere una progressione delle sue, bisogna attendere quasi la fine del tempo. L’interista se ne trascina dietro uno, due, tre finché Palinha non gli tira la maglietta: il problema è che lo vedono tutti, tranne che l’arbitro Brych.

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