Bufera social su Zielinski, ma è solo una tonsillite: tutti i dettagli

Piotr lascia il ritiro della Polonia per sindrome influenzale acuta ma la diagnosi scatena il web-caos
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Antonio Giordano

A volte basta un clic, meno di niente, per trasformare una notizia in un caso, anzi nel caos: e mentre Piotr Zielinski sta preparando le valigie, per tornarsene a casa e lasciare il ritiro della sua nazionale, la paura comincia a sfilare sul web. L’angina sta per infezione alle tonsille ed è sufficiente a costringere un calciatore a rinunciare ad una partita: Piotr Zielinski avrebbe voluto giocare Polonia-Repubblica Ceca di venerdì 17, poi quando ha cominciato ad avvertire fastidio alla gola, allora si è arreso, si è accomodato in panchina ed ha aspettato inutilmente che passasse la nottata per provarci ancora. Domani si rigioca, stavolta Polonia-Lettonia, e Zielinski, che si è risvegliato peggio di come si fosse addormentato, ha capito che conveniva salutare compagni ed amici, non aveva senso starsene ancora lì: ha parlato con i dottori, poi ha lasciato che partisse il comunicato stampa. «Piotr Zielinski ha lasciato il ritiro della Nazionale polacca a causa di un malessere: il medico ha diagnosticato al calciatore l’angina». Che è stata interpretata da qualcuno come angina pectoris, vicenda assai più seria e preoccupante, e per chiarire l’equivoco, divenuto eco social impossibile da gestire, con gli effetti che si possono immaginare, il Napoli è dovuto intervenire: «Si tratta di sindrome influenzale, di tonsillite».

In dubbio per la gara contro l'Atalanta

Niente Repubblica Ceca, niente Lettonia e per l’Atalanta si vedrà: tempo ce n’è, ma sarà necessario - indispensabile - avere anche la salute per rimettersi a correre e per essere almeno disponibile a dare qualcosa di concreto. Zielinski ha cinque giorni a disposizione e previsioni, ovviamente, non ne sono consentite: a Napoli l’aspetta il dottor Raffaele Canonico, il responsabile dello staff medico, e con lui Mazzarri, che sul trequartista conta per sistemare il centrocampo nelle sue due fasi; e però, prima, ci sarà (chiaramente) da aspettare, evitando di sbilanciarsi, dando pure un’occhiata all’alternativa sulla quale lanciarsi. A meno che Zielinski non ritenga di essere della partita.

Napoli, prima Bergamo poi la Champions

Bergamo è ormai all’orizzonte, il piano di avvicinamento comincerà oggi, la ripresa degli allenamenti; e poi a seguire ci sarà altro: la Champions chiama e Napoli risponde, l’ha già fatto, perché ci sono notti irrinunciabili che bisogna vivere. Madrid è oltre la sosta, ci vuole un attimo ormai e si (ri)comincia, e non c’è ormai più posto da un bel po’ per le emozioni del 29 novembre. Real Madrid-Napoli è la partita e i 4.200 biglietti a disposizione sono stati divorati nel giro di poche ore, il tempo di metterli a disposizione e vederli bruciati. Ma il Santiago Bernabeu è una tappa - certo la più affascinante di tutte - però poi verrà la sfida, presumibilmente decisiva, con il Braga, quella nella quale ci sarà in palio il passaggio agli ottavi di finale, quella indispensabile per prendere il passaporto e timbrarlo: appuntamento al Maradona per il 12 dicembre (alle 21) ma, com’è ovvio che sia, l’ultima del girone di Champions League inizia oggi, a mezzogiorno, con la prevendita divisa in tre fasi che dà il via all’attesa. Gli abbonati potranno sfruttare la finestra che viene spalancata in giornata; poi verrà il momento dei titolari della Fidelity Card e a chiudere la vendita libera.


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