Mourinho all’intervallo

Mourinho all’intervallo© ANSA
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Ivan Zazzaroni

Due facce, due Roma. Una credibile - la seconda - viva, muscolare, in partita, arrembante ma anche disarticolata come Nico Zaniolo, che l’ha accesa. L’altra, quella della prima parte, distratta, confusa, insolitamente stanca, inguardabile e per questo seccamente abbandonata da Mourinho all’intervallo. Uno dei tanti intervalli vincenti dello Special, il momento della sintesi, dell’abbandono del piano iniziale.

Del cambiamento Zaniolo è stato il booster, oltre che l’esecutore del gol della tranquillità dopo tanta sofferenza. A conferma che l’aria dell’Europa gli fa bene: nessuno può aver dimenticato la prodezza di Tirana. Due facce della stessa Roma, dicevo: di una squadra che induce l’allenatore a tentarle tutte pur di arrivare al risultato e allora dentro Volpato e poi Bove insieme al terzo “bambino”, Nico, cresciuto ma non ancora del tutto. Migliorato, ma non ancora del tutto. Decisivo quando ha voglia di esserlo sul serio.

Una Roma dalle risorse tecniche limitate nella quale il tanto atteso Belotti non può essere considerato una soluzione, almeno per ora. Il primo tempo della Roma merita più di un approfondimento: incomprensibile la leggerezza con cui si è mossa indicando costantemente agli avversari la via per frenarla. Lenta nel ripartire, ha fatto sì che il Ludogorets evitasse la pressione alta e l’aspettasse a metà. Matic ha faticato spesso a individuare il compagno libero, mentre il dinamico Camara ha aumentato la quota di confusione. Gli errori tecnici di Karsdorp, Abraham e soprattutto di Belotti sono risultati spesso irritanti. Non ho riconosciuto la squadra di Mou nell’atteggiamento più che nel gioco: nella frazione lo stesso Pellegrini si è limitato a poche cose buone. Poi, come detto, è intervenuto l’intervallo.

Continuo a considerare i risultati della Roma superiori alle sue attuali potenzialità (non può permettersi di regalare Dybala, Wijnaldum e Spinazzola): la qualificazione al prossimo turno di Europa League e soprattutto il quarto posto in campionato dopo dodici giornate sono il frutto di un eccezionale lavoro sulla testa dei giocatori oltre che del coraggio di un tecnico che lancia continui messaggi alla società.


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