Gasperini: "Non vogliamo lasciare niente. E speriamo di fare tanti balletti"
INVIATA A BOLOGNA - "Non abbiamo mai pensato di lasciare niente, non vedo come si possano fare delle scelte, vogliamo andare avanti e se non ci riuscissimo non sarà per scelta": Gian Piero Gasperini sa perfettamente che questa settimana per la Roma è complicata. Domani il Bologna, domenica il Como, poi di nuovo il Bologna in Europa League e infine il Lecce prima della sosta. La coppa conta a Trigoria, lo si capisce quando Svilar parla delle emozioni delle notti europee e lo si capisce anche il sorriso che Gasperini fa quando gli viene ricordata l'Europa League vinta con l'Atalanta. Sui singoli, in vista della partita di domani, il tecnico non si sbilancia: "Hermoso è disponibile, vedremo se dall'inizio o a partita in corsoI. Pellegrini? L'attenzione è rivolta alle prestazioni e alle partite, ci sono gare che giochi meglio e altre in cui fai più fatica, non ad altro (il riferimento è al rinnovo, ndr). Non penso che Malen si senta troppo solo, stiamo facendo più gol, il problema è dettato dalle partite, dalle gare, a volte si costruisce di più, altre meno, lui ci ha dato più pericolosità. Zaragoza è arrivato da poco, ha sempre partecipato alle gare, non è facile arrivare a gennaio e fare quello che ha fatto Malen. In assenza di Dybala, Soulè e altri stiamo ruotando vari giocatori, quello che sta giocando di più è Pellegrini, gli altri hanno bisogno di tempo. In attacco siamo in emergenza da tempo". Gasperini ha poi parlato anche del calcio italiano che vive un momento di crisi: "Con questo derby agli ottavi avremo una nei quarti, però è chiaro che un problema c'è. Quest'anno è ancora più negativo di altri, soprattutto per quel che riguarda la Champions e l'Europa League, perché la Roma ha vinto la Conference qualche anno fa, ma la Champions manca da tanto. L'Europa League non si vinceva dagli Anni 90, l'Inter ha vinto la Champions nel 2010, ma in generale sono davvero tanti anni. Negli ultimi 25 anni, per 15 anni, non ci sono state squadre italiane. Quest'anno la situazione è ancora peggiore e si collega anche ai problemi del campionato, con le difficoltà della Nazionale, che speriamo fortemente possa qualificarsi. Quindi, non è una cosa casuale. Sicuramente abbiamo qualche difficoltà, è inutile nasconderlo. Probabilmente siamo tutti coinvolti, l'allenatore, la società e probabilmente anche l'informazione, che devono individuare le cause. Non possono essere solo una sostituzione o un modulo tattico, è un problema più profondo, che deriva probabilmente anche dai settori giovanili e dal modo in cui vengono costruite le squadre. Il nostro campionato, se i risultati sono questi, ha qualche problema che va affrontato e coinvolge sicuramente tutti".
Gasperini a Sky: il paragone con Milito e Muriel
Subito dopo la conferenza, Gasperini ha parlato a Sky: "Giochiamo sempre in undici. Stiamo facendo più gol, quindi non è un problema legato a chi affianca Malen: a volte costruisci di più, altre un po' meno, ma il trend, con l'arrivo di Malen è sicuramente positivo: ci ha dato più pericolosità in attacco. Gli obiettivi? Non abbiamo mai pensato di lasciare niente, neanche la Coppa Italia: non possiamo fare delle scelte e cercheremo di superare tutti i turni possibili in Europa e fare il massimo in campionato. Se non ci riusciamo non è per scelta". Il Bologna non sarà un avversario ostico, soprattutto perché Italiano spesso ha detto di ispirarsi a lui: "Italiano è un ottimo allenatore, parlano i risultati e le prestazioni: non era facile raccogliere l'eredità di Thiago Motta. Lui l'ha fatto nel modo migliore raggiungendo il consenso di tutti e lo ha fatto con continuità". Tornando ai suoi, Gasperini ha paragonato Malen a due punte che ha avuto in passato: "Malen come Muriel? Ci può stare soprattutto per certe accelerazioni e la prontezza di calciare. Anche lui aveva la capacità di tirare in una frazione di secondo: in qualche cosa mi ricorda anche Milito. Non solo nel numero di gol: Diego si muoveva di più ma aveva la capacità di essere subito immediato nelle giocate". A proposito di ex, Freuler ha ricordato i suoi balletti nello spogliatoio. Gasp ride: "Balletti mi sembra esagerato, erano tre passi. Quando si vinceva facevamo qualcosa per esultare: a volte le nuove generazioni arrivano e guardano il telefono negli spogliatoi. Ci deve essere un po' di soddisfazione quando si vince una partita. Speriamo di fare ancora tanti balletti".
