Shock Italia: la Norvegia fa 4 gol in mezzora, vince e vola al Mondiale© LAPRESSE

Shock Italia: la Norvegia fa 4 gol in mezzora, vince e vola al Mondiale

Azzurri in vantaggio con Pio Esposito, pari di Nusa, poi si sveglia Haaland con una doppietta. E dimostra perché è l'attaccante più forte del mondo. A chiudere anche il poker di Strand Larsen. Per Gattuso ora i playoff
Chiara Zucchelli
5 min

INVIATA A MILANO - Nel momento in cui a San Siro viene annunciata la formazione dell'Italia, a un'ora e spicci di treno dal Meazza, Jannik Sinner batte (ancora) Carlos Alcaraz e si prende (ancora) le Atp Finals. La speranza, e in fondo anche l'augurio, è che presto anche la Nazionale italiana torni ad emozionare tutti come sta facendo Sinner. Per farlo c'è assoluto bisogno di andare al Mondiale, dove l'Italia manca ormai da 12 anni. Per credere nel sogno americano bisognerà passare dagli spareggi: si sapeva. Italia-Norvegia di questa sera ne è solo la certificazione. Anche se il 4-1 con cui i norvegesi passano a Milano è davvero troppo severo. Capita, però, quando di fronte hai il più forte attaccante del mondo in stato di grazia che decide, in due minuti, di prendersi la scena alla Scala del calcio. Della serie: "Prima che lo buttino giù vi faccio vedere chi sono". 

Italia, un buon primo tempo non basta

E dire che l'Italia, al primo ko dell'era Gattuso, ci ha davvero messo tutto pur consapevole che sarebbe stato impossibile vincere con i 9 gol necessari per andare al Mondiale. Dopo 11' arriva il vantaggio con Pio Esposito che in girata, grazie a un bel movimento a smarcare di Retegui, sblocca il risultato su assist di Dimarco. L'interista, forse stimolato dalle parole di Haaland che alla vigilia aveva detto di non conoscerlo, è senza dubbio il più pericoloso dell'Italia. Sotto la pioggia battente di San Siro, che non dà mai tregua prima, durante e dopo il match, fa di tutto: lotta, corre, si sbraccia, è pericoloso di testa e reclama qualcosa di più per un contatto con Ajer. Ma l'arbitro lascia proseguire. Il primo tempo si chiude con un'ammonizione a Barella e un giallo a Gattuso che protesta perché un fallo di Heggem su Retegui non viene sanzionato. Si riparte senza cambi nonostante in molti si aspettino Barella (ammonito) e Frattesi (diffidato) fuori.

Haaland in cattedra: Italia in bambola

La Norvegia, rispetto al primo tempo, sembra più reattiva, l'Italia più stanca e meno precisa. San Siro, che pure nel primo tempo aveva fatto la sua parte, va di pari passo con gli Azzurri. I numeri sono da record: 69.020 tifosi per un incasso di 1.931.364, mai così tanto incasso per una partita della Nazionale. Il resto è solo qualcosa che scivola via in attesa dell'inevitabile: Barella si danna l'anima, Mancini le dà e le prende da Haaland, Sorloth va vicino al pari con un sinistro che però termina alto. Questione di minuti: a mezzora dal termine il pari norvegese arriva sul serio con una bordata di Nusa che si libera di Politano con un doppiopasso e non lascia scampo a Donnarumma. La partita si innervosisce, l'arbitro ammonisce Mancini e Haaland, Gattuso toglie Frattesi per Cristante, ma il copione è scritto. Anche se l'Italia, come dimostrano il tiro al volo di Dimarco non troppo pericoloso e il colpo di testa di Pio Esposito, prova comunque a vincere fino all'ultimo. Il problema è che ci riesce la Norvegia grazie a un signore che si chiama Erling Haaland. Il campione del City in due minuti segna una doppietta che non lascia scampo a nessuno prima del poker di Strand Larsen: sinistro al volo su assist di Bobb con leggera deviazione di Bastoni, e rete su assist di Thorsby dopo un'uscita maldestra dell'interista. È l'attaccante più forte del mondo. E non c'è altro da aggiungere, anche perché San Siro lo applaude. È giusto che vada al Mondiale, la speranza è che possa trovarci anche l'Italia.

 

 

 


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