Materazzi sull'Italia: "Rino Gattuso venderà cara la pelle per portarci al Mondiale"
Il futuro dell'Italia si gioca tra una settimana. Nella prossima sosta la Nazionale scenderà in campo per i playoff in vista della qualificazione al Mondiale in programma negli Stati Uniti, Messico e Canada. “Rino venderà cara la pelle per portarci al Mondiale. Ha preso il ruolo più difficile che potesse assumere, la qualificazione diretta era praticamente compromessa. Sta cercando di trasmettere il suo entusiasmo alla squadra". Così un ex Azzurro campione del Mondo, Marco Materazzi, ha parlato nel corso di un'intervista rilasciata a VivoAzzurroTV.
Materazzi: "Non incontreremo squadre fantastiche, ma toste"
In semifinale l'Italia affronterà a Bergamo l'Irlanda del Nord. Nell'eventuale semifinale, invece, gli Azzurri se la giocheranno con la vincente tra Bosnia Erzegovina e Galles. "Non incontreremo squadre fantastiche ma toste, deve fare in modo di lasciare i ragazzi tranquilli. Ci sarà da spingere forte, sono convinto che stia lavorando con la massima professionalità. Ed è la cosa più importante per arrivare pronti a questi due appuntamenti così difficili”. Un rapporto speciale, quello tra Materazzi e Gattuso. L'ex difensore ha ricordato un momento della finale del 2006: “Quando Buffon fa quella parata sul colpo di testa di Zidane, Rino mi voleva ammazzare perché non lo avevo marcato. In realtà stavo marcando Trezeguet, ma in certi casi con Rino era meglio non disquisire su quello che era successo".
"Zidane? Qualcosa gli ho detto..."
Parlando con Materazzi della finale del 2006, immancabile un commento sulla testata subita da Zidane: "L’ho tenuto un po’ per la maglia, volevo far sì che non saltasse. Gli ho chiesto scusa due volte, poi la terza volta in cui mi ha ripetuto ‘se vuoi la mia maglia dopo te la do’. Allora qualcosa gli ho detto… Ma niente di più di quello che ci dicevamo tra ragazzini quando giocavo sul lungomare di Bari”. Il difensore, quindi, ha ricordato anche il gol con la Repubblica Ceca: "È stato più importante di quello segnato in finale, perché ci permise di non incontrare il Brasile. Abbiamo intrapreso una strada un po’ più leggera, che poi ci ha fortificato nel cammino. Siamo arrivati a giocare con la Germania che eravamo invincibili. Dedicai quel gol a mia madre". Sul percorso degli Azzurri di Lippi: "La partita dopo con l’Australia fui espulso e qualcuno disse che era già finito l’incantesimo. In finale si è ripresentata l’occasione e, visto lo stacco, c’è stato qualcuno che mi ha spinto in alto: ho pensato a mia madre. Ma c’è da dire anche che l’unico raggio di luce che c’era allo stadio a Berlino illuminava mia moglie e i miei figli. Quindi diciamo che è una cosa da dividere…”.