Pagina 2 | Materazzi sull'Italia: "Rino Gattuso venderà cara la pelle per portarci al Mondiale"
Materazzi: "Nesta e Maldini i più forti"
Materazzi ha parlato dei difensori della sua epoca, in particolar modo dei compagni di Nazionale: “Come pulizia e intelligenza tattica Nesta è stato il più forte insieme a Maldini. Giocando accanto a loro mi sentivo un po’ in soggezione, di Cannavaro non dico lo stesso perché lo vedevo più vicino, sembravamo due scugnizzi che giocavano al parco". Quindi, sulla differenza tra i difensori di ieri e quelli attuali: "Oggi sono cambiati, ma è cambiato il calcio. Ai nostri tempi la prima cosa era marcare e non prendere gol, ognuno faceva il suo mestiere. Oggi il difensore deve quasi prima saper ‘maneggiare’ il pallone con i piedi – e non che io non lo sapessi fare – che stare in marcatura per non perdersi l’uomo. Penso sempre che il difensore debba fare il difensore, il centrocampista il centrocampista e l’attaccante l’attaccante”.
"Mio padre diceva che avrei dovuto giocare a basket"
La carriera di Marco Materazzi è stata contraddistinta da un numero, il 23. Il numero di Michael Jordan. "Mio padre diceva che avrei dovuto giocare a basket, fortunatamente non gli ho dato retta”. Quindi, sulla sua carriera: “Sono una persona che si è fatta dal niente, che ha una famiglia bella. È la cosa più importante, al di là di quello che posso aver vinto o perso”. Nella sua carriera, però, tre le maglie del cuore: “Sono quelle a cui sono più legato. La maglia azzurra, quella del Perugia, che è la squadra che mi ha permesso di arrivare in Nazionale, e quella dell’Inter: ho vinto il Triplete con alcuni dei compagni – Toldo, Cordoba e Zanetti – con cui avevo vissuto la disfatta del 5 maggio 2002, è la dimostrazione che se perseveri per ottenere quello che hai lasciato per strada alla fine ce la fai”.