Olivera-Kim, derby di Napoli ai Mondiali

I difensori di Spalletti si affrontano da avversari nella sfida tra Uruguay e Corea del Sud
Olivera-Kim, derby di Napoli ai Mondiali
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Roberto Zanni
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«La nostra storia e questa maglia ci richiedono di vincere». Parole di capitano, Diego Godin, il totem dell'Uruguay, oggi contro la Corea del Sud alla sua 160ª presenza con la Celeste, record nel suo Paese e quinto in questa speciale classifica ai Mondiali, dove al comando c'è Cristiano Ronaldo (191 finora). Ma quando scende in campo l'Uruguay non è mai solo, accompagnato sempre dalla leggendaria “garra charrua” quell'insieme di tenacia e volontà che supera ogni avversità. E potrebbe servire anche stavolta perché se i favori del pronostico sono tutti per Suarez e compagni, Arabia Saudita e Giappone hanno dimostrato che spesso non servono per conquistare i tre punti. «Sappiamo dove vogliamo arrivare - le parole del ct Diego Alonso, subentrato in corsa al Maestro Tabarez per far qualificare la Celeste quando il Qatar sembrava allontanarsi - e vogliamo raggiungere i nostri obiettivi, ma la cosa principale adesso e fare bene nel match d'esordio, è la partita più importante». Anche perché la Corea del Sud ha perso solo uno dei ultimi nove incontri (3-0 con il Giappone) e avrà il suo leader, Son Heung Min, che giocherà con una maschera realizzata per la sua squadra di club, il Tottenham di Antonio Conte, per proteggergli l'orbita dell'occhio sinistro fratturata e quindi operata lo scorso 3 novembre.

Derby napoletano

Ma Uruguay-Corea del Sud sarà anche la sfida tra due grandi protagonisti dello straordinario Napoli capolista: da una parte Mathias Olivera dall'altra Kim Min-Jae. Compagni di squadra ora avversari, un derby partenopeo, sul palcoscenico più prestigioso, i Mondiali. «Qualcosa ci siamo detti io e Kim» ha rivelato Olivera nei giorni scorsi parlando dell'incontro-esordio, aggiungendo però che il team asiatico almeno fino a non molto tempo fa era qualcosa di quasi sconosciuto. «Li studieremo con i video». Qatar 2022 rappresenta un sogno diventato realtà per il laterale del Napoli, il suo debutto in nazionale infatti risale esattamente a dieci mesi fa, il 27 gennaio. «Un momento che ho aspettato tutta la vita - ha sottolineato - giocare un Mondiale rappresenta qualcosa di unico, spero di poterlo sfruttare e disputare un bel torneo». Quasi coetanei, Olivera 25 anni, Kim 26, ma la differenza tra l'uruguaiano e il coreano in nazionale è tutta a favore del centrale diventato un idolo a Napoli: 8 presenze contro 44. Entrambi però saranno debuttanti oggi in un Mondiale, dal momento che Kim quattro anni dovette saltare la Russia per un infortunio.

The Monster

Ma ora è arrivato anche il suo momento. “The Monster”, il nickname che gli è stato da media e fan fin dall'inizio della carriera è perfetto per Kim: «Mi piace - dice - perchè riassume tutte le mie qualità difensive». E dopo averle mostrate in Italia, vuole farlo anche Qatar. «Non vedo l'ora di poter difendere contro Darwin Nunez» ha detto parlando della partita di oggi e del bomber del Liverpool, ma sta pensando anche a Cristiano Ronaldo che si troverà davanti nell'ultima gara del girone H. «Il nostro obiettivo è di passare la fase a gruppi» ha detto sicuro di sé. Per farlo Kim, nella sua preparazione per i Mondiali 2022, si è guardato anche le partite della Corea del Sud 2002, quando la nazionale asiatica centrò le semifinali, miglior risultati di sempre, una di questa proprio contro il Portogallo, successo 1-0 ancora nell'ultima partita della fase a gironi. «Mi è piaciuta, tanto, si vedeva negli occhi dei giocatori la voglia e sono rimasto colpito da come Song Chong-gug ha difeso su Luis Figo, perché anch'io sono un difensore mi sono concentrato su questa parte». Così la Corea del Sud si sente pronta per l'Uruguay: «Anche perché - ricorda Kim - con noi c'è Son Heung Min, giocatore fondamentale, deve esserci sempre, qualunque cosa accada». 

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