Montella pronto al decollo: dopo 24 anni la sua Turchia punta al Mondiale

L'aeroplanino alla ricerca di un obiettivo storico. L'avversario è il Kosovo, che vuole la sua prima qualificazione
Giorgio Capodaglio
5 min

Può scrivere la storia del calcio turco, ma nel frattempo deve respingere alcune accuse interne, nonostante i risultati siano stati fin qui positivi. Questa sera a Pristina, dove affronterà in trasferta il Kosovo nella sfida decisiva degli spareggi di qualificazione ai Mondiali (calcio d’inizio alle 20.45), Vincenzo Montella vuole riportare la Turchia alla fase finale della Coppa del Mondo, dalla quale i turchi mancano da 24 anni, dal clamoroso terzo posto ottenuto in Corea del Sud e Giappone 2002. L’allenatore italiano deve anche respingere alcuni attacchi interni. L’accusa è quella di non considerare i giocatori di scuola Besiktas. Una polemica scoppiata dopo la scelta dell’ex romanista di lasciare fuori dalla semifinale contro la Romania l’attaccante del Cagliari ed ex Beisktas, Semih Kikiçsoy.  

Una vittoria per cancellare le polemiche

Una vittoria cancellerebbe ogni polemica e l’unico avversario di Montella è oggi il Kosovo. A Pristina ci sarà un ambiente caldo. «Saranno 13.500 tifosi ma potrebbero essere centomila se lo stadio potesse ospitarli» ha detto Franco Foda. L’allenatore del Kosovo, nazionale riconosciuta dalla FIFA solo nel 2016 e che ha la prima grande occasione mondiale, è consapevole che di fronte ha un avversario di spessore. «Sono una squadra fortissima, con calciatori del calibro di Arda Güler, Kenan Yildiz, Ferdi Kàdioglu e Hakan Çalhanoglu. Siamo arrivati qui per nostri meriti e quindi penso che abbiamo le nostre possibilità».  

Calhanoglu stringe i denti

Il canovaccio tattico della partita è abbastanza prevedibile. La Turchia che metterà in campo il suo palleggio e la sua grande qualità, mentre i padroni di casa si affideranno a difesa e contropiede. «Scenderemo in campo forti dei nostri principi - ha detto Foda - sappiamo che loro hanno un bel palleggio con tanti fraseggi corti, ma sarà fondamentale ripartire bene in contropiede quando recupereremo palla». La Turchia avrà a disposizione Çalhanoglu, che stringerà i denti e sarà in campo nonostante il problema al polpaccio accusato giovedì. Match troppo importante per mancare. Discorso simile per il romanista Çelik, che assente in semifinale dovrebbe tornare oggi dal primo minuto. Il dubbio Demiral sarà sciolto solo all’ultimo. Il Kosovo si affida al suo leader, l’ex laziale Muriqi, con al suo fianco Asllani, e ai pericolosi inserimenti di Muslija.  

Grande rispetto tra Turchia e Kosovo

C’è grande rispetto tra le due nazionali perché, per motivi di relazioni politiche tra i due paesi, la Turchia è stata una delle prime nazionali a riconoscere il Kosovo, giocando un’amichevole a Pristina nel 2014. Nei giorni scorsi la federazione kosovara ha mostrato la sua gratitudine con un messaggio social: “Nel 2014, quando nessuno voleva affrontarci, la Turchia si presentò. Loro vennero a giocare qui prima ancora che la FIFA ci riconoscesse. Un gesto di rispetto e amore che mai dimenticheremo. Dodici anni dopo ci incontriamo per la fase finale della Coppa del Mondo”. La vincente andrà nel Gruppo D con Stati Uniti, Paraguay ed Australia. 

 

 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Mondiali 2026