Audio Var Inter-Juve, ecco cosa dissero a Orsato: il retroscena

Come funziona il sistema e cosa successe quel giorno
3 min
Edmondo Pinna
TagsInterjuveorsato

ROMA - C’è un mondo dietro le registrazioni che avvengono da quando il VAR è stato introdotto nel nostro campionato, prima in via sperimentale (2016-2017) e poi on line (dal 2017-2018). In realtà, le conversazioni fra gli ufficiali di gara (arbitro, guardalinee e quarto uomo) avvenivano anche prima, con un piccolo registratore digitale che veniva azionato dal quarto uomo. Poi, con l’introduzione del video assistente arbitrale, tutto (o quasi) è stato “tracciato”. Così avvenne anche durante quell’Inter-Juventus e, in particolare, nell’episodio incriminato, anche se Daniele Orsato era già andato al VAR per decretare l’espulsione di Vecino, (mal) sanzionato prima solo con l’ammonizione per un brutto fallo su Mandzukic. Ma ci sono storie incredibili (ed anche poco edificanti) fra quei dialoghi, spesso il designatore (Rizzoli) ha dovuto richiamare i suoi direttori di gara a maggior contegno e a terminologie meno triviali (per non dire di peggio).

Audio Var Inter-Juve, il caso finisce in Procura.  Ecco cosa dissero a Orsato: il retroscena
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Valeri e Orsato, il suggerimento

Sicuramente, gli arbitri usano alcuni escamotage per aggirare il rigido protocollo e per aiutare l’arbitro in campo. Ed è quello che sarebbe avvenuto a San Siro nelle comunicazioni fra il VOR (la stanza dove erano VAR e AVAR, ovvero Valeri e Giallatini) e l’arbitro in campo (Orsato). Già nei giorni successivi alla partita (e che il Corriere dello Sport-Stadio ha scritto il primo maggio 2018), la storia che arrivava da San Siro raccontava di una sorta di suggerimento quasi involontario da parte del VAR all’internazionale di Schio, ma che in realtà farebbe parte di una sorta di segnalazioni indirette che spesso vengono usate. Dato che su un mancato secondo giallo, il protocollo IFAB non prevede l’intervento del VAR (questo perché allora si potrebbe/ dovrebbe verifi care a quel punto anche il primo), la frase che di solito di usava (o si usa?) è vicina a «Non è rosso, non è rosso», questo per suggerire al collega che ha preso un abbaglio che d’accordo, il fallo commesso non sarà da espulsione, ma a quel punto è sicuramente da cartellino giallo. Un suggerimento che Orsato quella sera non ha colto e che gli è costato caro.

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Orsato: "Parlare dopo la gara ma non per creare polemiche"
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