Sampdoria-Inter 2-2: Inzaghi frena in classifica, non basta Lautaro

Non bastano ai nerazzurri una punizione gioiello di Dimarco, la fiammata di Lautaro e le progressioni inarrestabili di Barella. La squadra di D'Aversa gioca una grande partita e strappa un punto grazie a Yoshida e Augello. Sensi di nuovo infortunato
Sampdoria-Inter 2-2: Inzaghi frena in classifica, non basta Lautaro© LAPRESSE
Simone Zizzari

Non bastano lo squillo di Lautaro, le devastanti incursioni di Barella e la punizione gioiello di Dimarco a regalare la terza vittoria di fila ad Inzaghi. La sua Inter - che ritrova Orsato tre anni e cinque mesi dopo il mancato rosso a Pjanic - si inceppa sul più bello e strappa solo un pari a Marassi contro una Samp da applausi. Il 2-2 finale è figlio di una gara mediocre nel primo tempo e frizzante nella ripresa. Ma soprattutto è una partita condizionata mentalmente dall’esordio stagionale in Champions contro il Real Madrid il prossimo mercoledì. Il rammarico di Inzaghi è anche la consapevolezza di aver sprecato la chance di salire a +8 sulla Juve e di agganciare in vetta il Napoli. Una speranza infranta contro il carattere e la grinta di una Sampdoria mai doma, capace di rimontare il doppio svantaggio grazie alla fiammata di Yoshida e al gol da applausi di Augello in apertura di ripresa.   

Le scelte di Inzaghi e D'Aversa

Nel solito 3-5-2 disegnato da Inzaghi la novità è Dimarco sul centrosinitra al posto dell’infortunato Bastoni. Davanti c’è Dzeko subito alle spalle di Lautaro Martinez. D’Aversa risponde con Thorsby in un centrocampo orfano di Ekdal e Verre. Torna padrone della fascia destra Bereszynski. In attacco esordio di Caputo accanto a Quagliarella, a secco di gol da quasi sei mesi.

La Sampdoria frena l’Inter: Inzaghi scatenato in panchina
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La Sampdoria frena l’Inter: Inzaghi scatenato in panchina

Dimarco, che punizione!

Il primo tempo vede l’Inter comandare il gioco e la Samp pressare alto senza riuscire però a mettere mai in difficoltà la retroguardia nerazzurra. Di occasioni da gol se ne vedono poco e il calcio di certo non aiuta lo spettacolo. Il primo giuizzo è in apertura con un colpo di testa di Thorsby fuori misura. La Samp lì in avanti è tutta lì. Caputo e Quagliarella non si vedono mai, schiacciati nella morsa De Vrij-Skriniar. Anche l’Inter fa molta fatica a creare chance con la coppia Dzeko-Lautaro ancora alla ricerca dell’affiatamenti giusto. Il bosniaco agisce alle spalle del partner offensivo perdendo però molte energie in un lavoro oscuro utile alla squadra ma poco prolifico in attacco. Per sbloccare il risultato serve la giocata di un singolo che puntuale arriva al 18’ con una punizione gioiello di Dimarco dal limite che si infila sotto l’incrocio dei pali. Non poteva esserci miglior esordio da titolare per il difensore interista. E’ un gol splendido che ha il merito di rendere più interessante il match. Il vantaggio ospite costringe la Samp ad aprirsi e a cercare più coraggio in fase di spinta. Ovviamente aumentano gli spazi per le ripartenze nerazzurre e alla mezz’ora Lautaro sfiora il raddoppio con un diagonale in rasoterra deviato in angolo dall’attento Audero. Al gol fallito dall’argentino risponde il pari ligure. Siamo al 34’ quando da una mischia in area nerazzurra spunta un destro non irresistibile di Yoshida deviato però sotto misura in modo decisivo da Dzeko. E’ l’1-1 che rimette tutto in equilibrio. L’Inter nel finale di tempo alza nuovamente il ritmo sfruttando la giornata positiva di Barella, a tratti letteralmente inarrestabile. Dieci minuti dopo il pari, ecco lo spettacolare nuovo vantaggio ospite: Calhanoglu sradica il pallone dai piedi di Damsgaard a centrocampo e innesca Barella che avanza per trenta metri, scarta due uomini e regala un assist perfetto a Lautaro che di sinistro non può fallire. Inzaghi va al riposo avanti di un gol.

Quante occasioni nella ripresa!

La ripresa è decisamente più divertente con la Samp capace di pareggiare dopo una manciata di minuti dal via: il cross di Bereszynski dalla destra è forte e preciso ma il sinistro al volo di Augello che ghiaccia Handanovic è da applausi. Il nuovo aggancio Doriano infastidisce l’Inter che, furiosa, si getta in avanti a caccia del nuovo vantaggio. Al 51’ è Perisic a sbagliare un comodo assist a Dzeko sotto misura. Un minuto dopo è Adrien Silva ad opporsi in modo decisivo ad una conclusione ravvicinata di Lautaro. Al 55’ è Calhanoglu a sprecare in modo clamoroso l’ennesimo assist geniale di Barella, calciando a lato davanti ad Augello il pallone del possibile 3-2. La Samp si difende in modo ordinato, resiste e prova a colpire in ripartenza al 60’ con Caputo, finalmente in mostra ma incapace di spaventare Handanovic da buona posizione. Inzaghi inserisce D’Ambrosio. Vidal, Correa, Sensi e Dumfries (all’esordio). D’Aversa leva solo l’impalpabile Quagliarella per Asklidsen. Continuano a piovere occasioni da gol. Prima Audero salva su Correa con uno scatto felino, poi al 74’ è D’Ambrosio a tenere a galla l’Inter con un miracoloso salvataggio sulla linea su un perfetto diagonale di Damsgaard. Dieci minuti dopo il suo ingresso in campo Sensi accusa nuovamente problemi al ginocchio e, non potendo uscire per mancanza di altri slot, viene messo in avanti accanto a Dzeko a far numero. E’ proprio il bosniaco a deludere di più sparendo letteralmente dai radar nella ripresa. La Samp controlla con ordine senza sbagliare praticamente nulla fino al fischio finale. Per l'Inter di Inzaghi resta solo tanta amarezza.

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