Juve-Inter 0-1: decide un rigore di Calhanoglu. Allegri furioso con l’arbitro

Un penalty del turco decide il Derby d'Italia al termine di un discusso caso da moviola. I bianconeri si ferma dopo sedici risultati utili consecutivi, Inzaghi resta aggrappato al treno scudetto
Juve-Inter 0-1: decide un rigore di Calhanoglu. Allegri furioso con l’arbitro© Inter via Getty Images
7 min
Simone Zizzari

Una vittoria cruciale allo Stadium per rialzarsi, lasciare alle spalle il momento negativo e soprattutto rilanciare le proprie ambizioni scudetto. Il big match Juve-Inter se lo porta a casa Inzaghi (il primo allenatore capace di vincere due volte a Torino) grazie ad un rigore contestatissimo realizzato da Calhanoglu in chiusura di primo tempo. Una rete spartiacque che forse mette la parola fine alle ambizioni tricolore della Juve di Allegri che ha giocato molto bene, costruito di più, tirato più in porta ma non è riuscita a segnare. Un dettaglio non da poco nell’economia di un match che l’Inter ha portato a casa grazie ad un cinismo e ad una personalità da top team. Ora i nerazzurri si ritrovano a tre punti dal Milan (che giocherà domani a Bologna) e dal Napoli con una partita ancora da recuperare. Tutto può ancora accadere. Diverso il discorso per la Juve che con questa sconfitta (arrivata dopo 16 risultati utili consecutivi) non solo fallisce il sorpasso all’Inter ma la vede scappare al pari del Napoli con il Milan potenzialmente in grado di staccare i bianconeri di 10 punti. Troppi da recuperare con sole sette partite ancora da giocare.

Le scelte di Allegri e Inzaghi

Allegri sceglie Chiellini e De Ligt al centro della difesa con Danilo spostato a destra. A centrocampo c’è Rabiot centrale con Locatelli recuperato dopo il Covid. Zakaria comincia dalla panchina. In avanti fiducia a Dybala al fianco di Vlahovic. Inzaghi lascia in panchina De Vrij e schiera Skriniar centrale con D’Ambrosio sulla destra. Dumfries è regolarmente in campo. In attacco ci sono Dzeko e Lautaro.

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Primo tempo, che caos per il rigore di Calhanoglu!

Il primo tempo si gioca su livelli altissimi e con la massima determinazione da parte di entrambe le squadre. Nessuno tira indietro la gamba, la posta è altissima e si percepisce chiaramente fin dalle prime battute. La Juve costruisce più palle gol, l’Inter regge bene in difesa ma in attacco non riesce quasi mai ad arrivare al tiro nonostante la buona volontà di Lautaro e Dzeko. Si manovra soprattutto per vie centrali con l’Inter che paga la serata sotto tono di Perisic sulla sinistra. Meglio Dumfries dall’altro lato. La manovra dei padroni di casa passa per i piedi di Locatelli che però si fa male all’alba del match dopo un duro colpo al volto subito da Lautaro. Il centrocampista bianconero prova a stringere i denti ma alla mezz’ora deve uscire dal campo in lacrime sostituito da Zakaria. Dybala parte forte, poi piano piano si spegne al pari di Vlahovic che vive di fiammate improvvise. Meglio Morata che si vede anche in appoggio ai centrocampisti. La prima vera occasione da gol capita su un sinistro sporco sotto misura di Chiellini che centra la traversa dopo un rinvio di pugno da codice rosso di Handanovic. Poco dopo sono Dybala prima e Morata poi a cercare magie che però non trovano lo specchio della porta. L’Inter resiste, manovra ma poi quando arriva lì davanti non riesce mai ad impensierire Szczesny che comunque è reattivo prima su un colpo di testa (debole) di Skriniar e poi su un tentativo dalla distanza di Barella. Dopo una prima mezz’ora ad alto tasso d’adrenalina i ritmi scemano leggermente permettendo alle squadre di rifiatare. Quando ormai la partita sembra indirizzata verso lo 0-0, ecco che in chiusura di primo tempo succede di tutto. Dumfries se ne va in area bianconera ma viene toccato prima da Morata (pestone) e poi da Alex Sandro (tocco e spinta in caduta). L’arbitro Irrati prima sorvola poi, richiamato dal Var Mazzoleni e dopo un consulto con l’OFR, assegna il rigore tra le furiose proteste juventine. Sul dischetto va Calhanoglu che prima si fa ipnotizzare da Szczesny e poi sulla ribattuta infila il gol del vantaggio. L’Inter esulta ma Irrati annulla tutto per un fallo in attacco nerazzurro. La Juve si salva ed esulta ma è a questo punto che torna in scena il Var: al momento del penalty battuto dal turco De Ligt era già in area juventina. Il rigore va quindi ribattuto. Apriti cielo. Allegri è una furia e getta via il cappotto urlando a tutti. In campo Chiellini protesta platealmente ma l’arbitro è irremovibile. Sul dischetto torna ancora Calhanoglu che stavolta non sbaglia spiazzando Szczesny. E’ l’1-0 interista che chiude un primo tempo carico di forti emozioni.

Ripresa, la Juve ci prova ma la speranza di ferma sul palo di Zakaria

Nella ripresa si assiste ad un forcing selvaggio della Juve, alla disperata ricerca del gol del pari. Zakaria ha una buona chance ma non trova la porta. Poco dopo è Dybala a sfiorare la rete. Al 60’ Inzaghi inserisce Correa e Darmian per Lautaro e Dumfries. Subito dopo è Vlahovic ad andare vicinissimo al pareggio con un destro a giro meraviglioso a lato di un nulla. Il forcing bianconero è costante ma non sempre accompagnato dalla dovuta lucidità. Questo permette all’Inter di neutralizzare abbastanza bene i numerosi quanto caotici tentativi dei padroni di casa. Al 73’ la Juve costruisce la più clamorosa palla gol per il pari con una travolgente incursione di Zakaria che dal limite supera Skriniar e scarica un bolide deviato sul palo da Handanovic in modo decisivo. L’occasione fallita spegne l’entusiasmo bianconero: la squadra di Allegri, in riserva d’energia, non riesce più a costruire occasioni degne di nota se non per un tentativo di Dybala dalla lunga distanza troppo centrale per impensierire Handanovic. Gli ingressi di De Sciglio, Arthur, Bernardeschi e Kean nella fase finale della gara non spostano gli equilibri di un match che l’Inter controlla abbastanza agevolmente grazie anche agli innesti di Vidal e Gagliardini negli ultimi minuti. Al triplice fischio finale la festa di Inzaghi è enorme: la sua Inter vince una sfida cruciale per restare agganciata al treno scudetto (Pioli e il Napoli sono lontani solo tre lunghezze). Per la Juve (furiosa con l’arbitro per l’episodio chiave del rigore) è, al contrario, un ko che pesa come un macigno sulle ambizioni di Allegri, lontano sette punti dalla vetta che potrebbero diventare dieci in caso di successo del Milan domani a Bologna. Troppi con sole sette partite ancora da disputare. La serata juventina non poteva essere più amara.

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