Serie A al via, un pieno di emozioni

Il ritorno della gente negli stadi, con una prima giornata da quasi 300.000 spettatori celebra l'avvio: Milan e Inter ricominciano davanti a tutte, ma dovranno mandare tanti giocatori in Qatar. La Roma può essere la sorpresa se farà tutto alla perfezione
Serie A al via, un pieno di emozioni
8 min
Alberto Polverosi
TagsSerie AcampionatoScudetto

Questione di ore ed entreremo in un campionato troppo strano per qualunque previsione, ma che ci dà la misura esatta di quanto è atteso: alla prima giornata, fra oggi, domani e lunedì, saranno 280.000 gli spettatori nei dieci stadi italiani. E’ il campionato del grande ritorno della gente e già questo è elemento di conforto. Non abbiamo il calcio più bello d’Europa, ma ai tifosi basta viverlo. Sarà un campionato difficile anche da immaginare, lo abbracciamo con la nostra solita passione e urgenza, poi lo abbandoneremo per un mese e mezzo e quando lo riprenderemo come sarà? Come staranno i nostri eroi dopo il Qatar? E già in questi primi 91 giorni di campionato ci sarà qualcosa di strano, visto che iniziamo a giocare quando alla fine del mercato mancano quasi 20 giorni. Per dire, la Juve col Sassuolo giocherà senza Depay e Paredes, la Roma a Salerno non avrà Belotti come sostituto di Abraham, al Napoli mancherà il guizzo di Raspadori e l’Atalanta, secondo il suo allenatore, è ancora largamente incompleta. È vero che di solito la Serie A comincia col mercato ancora aperto, ma si tratta di pochi giorni, utili per le rifiniture, stavolta sono più di due settimane. Aiuterà, in questo senso, la conferma degli allenatori della scorsa stagione: delle prime 8 tutti confermati, delle prime 11 un solo cambio. Dodici mesi fa c’era stata la rivoluzione delle panchine, stavolta si partirà con riferimenti noti.

Serie A, tutte le probabili formazioni della prima giornata
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Serie A, tutte le probabili formazioni della prima giornata

Milanesi top

Sono ancora le migliori, oggi più di ieri. Il campionato riparte da Milan e Inter, quanto hanno dimostrato nella stagione scorsa e quanto hanno realizzato sul mercato in questa estate le pone oltre il livello di Juventus, Roma e Napoli. Ma Milan e Inter risultano anche fra le maggiori contribuenti italiane a Qatar2022, così ci dobbiamo chiedere come torneranno dal Mondiale giocatori come Leao, Maignan, Tomori, Hernandez, Rebic, Giroud, De Ketelaere, Kjaer, Origi, Lukaku, Lautaro Martinez, Dumfries, Gosens (?), De Vrij, Brozovic, Correa, rappresentanti di nazionali in grado di arrivare almeno ai quarti di finale, in programma il 9 e il 10 dicembre. Tre settimane dopo riprenderà la Serie A. Per questo conviene concentrare la nostra attenzione soprattutto sulla prima parte, sulle 15 partite (più 6 per chi fa le coppe, più 8 per la Fiorentina se passa i play-off di Conference, più una per chi gioca i sedicesimi di Coppa Italia) da oggi al 13 novembre. E in questo primo pezzo di campionato, Milan e Inter sono avanti. Pioli sa che se vincere non è mai facile, rivincere lo è ancora di meno. E non sia da esempio il novennale della Juventus di Conte-Allegri-Sarri: all’epoca la concorrenza non era agguerrita come oggi, la Juve vinceva perché programmava e programmava perché vinceva, adesso tutto il contrario. Il contrario di Milan e Inter che vivono un presente solido pianificando il futuro. Sul piano calcistico percorrono strade diverse, la straordinaria qualità del Milan (basta pensare alla fascia sinistra: in Europa quante coppie sono più forti di Hernandez-Leao?), davanti alla straordinaria potenza dell’Inter derivata dal ritorno di Lukaku. Il derby alla quinta di campionato inizierà a stabilire il reale rapporto di forza.

Inseguitori

La certezza milanese precede il grande sogno della Roma, la speranza del Napoli e la scommessa della Juventus. La Roma può far tutto. Può perfino salire alla pari di Milan e Inter, nonostante la netta distanza del campionato scorso (-23 dal Milan, -21 dall’Inter), ma perché ciò sia davvero possibile deve fare tutto bene e tutto subito. Ogni squadra di vertice ha rinnovato rinforzandosi, la Roma è andata oltre, ha messo dentro dei campioni (Dybala e Wjinaldum) e delle sicurezze (Matic), il lavoro di Mourinho consisterà nel riportare i tre nuovi romanisti al loro livello più alto. In questo caso, Milan e Inter avranno una concorrente in più. In tutta franchezza, aspettiamo con curiosità il debutto della nuova Roma, può davvero cambiare la geografia della Serie A dell’ultimo decennio, ma se invece fallisce il botto sarà violentissimo. Da dietro parte anche la Juve, il cui punto debole della stagione scorsa (il centrocampo) non è stato ancora potenziato a dovere, causa anche l’infortunio di Pogba. Il reparto è ancora per l’aria, Allegri deve uscire dall’equivoco di Locatelli (centrale? meglio interno?) e ce la può fare solo se la società sarà in grado di mettergli a disposizione un regista del livello di Paredes. Dall’operazione-Ronaldo in poi, la Juventus ha perso la sua luce. Il Napoli è tutto un’attesa. Si aspetta il portiere, si aspetta Raspadori, si aspetta un sostituto di Fabian Ruiz, ma lunedì inizia anche il suo campionato e a Verona si presenterà una versione azzurra di statura inferiore rispetto a quella di un anno fa.

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Ancora dietro

Fiorentina e Lazio dovrebbero partire con un vantaggio: un anno di profondo lavoro dei rispettivi allenatori. Non inizieranno tutto da capo come nell’estate scorsa e le idee di Italiano e Sarri (per certi versi piuttosto simili) dovranno dare nuovi frutti in questa stagione. Le due squadre si sono rinnovate, i viola con un acquisto titolare per ogni reparto (Jovic il più atteso), i biancocelesti di più (ma la garanzia è sempre Immobile). Per la Fiorentina la stagione sarà definita già in questo mese: se passa i play-off di Conference rimetterà piede in Europa e l’ambiente si infiammerà. Sennò, non sarà semplice ripartire. Accanto a Fiorentina e Lazio anche l’Atalanta che parte con dubbi pesanti, quelli del suo allenatore.

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A metà classifica

C’è un’interessante evoluzione del Torino a cui Juric ha dato aggressività (anche verbale...) e ora vuole aggiungere tecnica e fantasia con i trequartisti appena acquistati. Da stabilire quanto pesi l’addio di Belotti. Udinese e Bologna si sono spostate di poco (almeno finora) rispetto alla scorsa stagione: per migliorare, sul mercato devono fare di più, metà classifica è il loro obiettivo. Il Sassuolo (che ha iniziato molto male con l’eliminazione dalla Coppa Italia) va ancora inquadrato, per ora Pinamonti (più di Alvarez) ha preso il posto di Scamacca e va bene, ma se perde anche Raspadori per Dionisi la situazione si complica. Juventus-Sassuolo di lunedì inizierà a farci capire (o anche solo intuire) qualcosina. Anche il Verona, dopo l’ultima brillante stagione, è chiamato a ripetersi, però i movimenti sul mercato (seppure ancora da definire) non entusiasmano il giovane allenatore Cioffi, già alle prese con la sgradevole eliminazione dalla Coppa Italia. In questo pezzetto di classifica (se non un po’ più su) si può immaginare il Monza, la vera novità di questo campionato come debuttante e come frutto di una coppia storica per il calcio italiano, Berlusconi-Galliani nel pallone è garanzia.

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Per la salvezza

Dubbi sparsi per le altre a cominciare dalla Sampdoria che sta cercando il suo futuro attraverso una nuova proprietà. A caccia dell’impresa (ovvero della salvezza) la nuova Salernitana (è aumentata la qualità) di Nicola, l’Empoli di Zanetti (applausi se riuscirà a ripetere il girone d’andata di Andreazzoli) e lo Spezia di Gotti. Curiosità per le altre due neo promosse, la Cremonese (che ha fatto una rivoluzione a cominciare dalla panchina affidata al debuttante Alvini) e il Lecce (che Corvino ha cercato di migliorare). Nel campionato scorso la distanza fra la prima (Milan) e l’ultima (Venezia) è stata di 59 punti, come se si giocassero due campionati in uno, ma quest’anno le più piccole avranno il vantaggio del Mondiale, mentre le grandi spediranno battaglioni interi in Qatar, le più povere quasi nessuno. La salvezza, per loro, si giocherà nel girone di ritorno.

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