Roma-Napoli, duelli al sole

Mourinho fa muro, Spalletti dovrà guardarsi le spalle in un derby caldissimo tra modi diversi di intendere il calcio
Roma-Napoli, duelli al sole
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Alberto Polverosi

Quando tratta il pallone, si riconoscono i modi garbati del trequartista. Zalewski non lo prende a calci, ha confidenza e anche un certo piacere a parlarci con i piedi. Ma alla Roma, soprattutto a Mourinho, serviva un esterno capace, per tecnica e rifiniture, di non far rimpiangere troppo Spinazzola. Così, ecco il ragazzino, ex trequartista della Primavera romanista, spostarsi sulla fascia sinistra. E nel 3-5-2, o 3-4-1-2, la fascia è lunga e faticosa. Tanta corsa in più, ma anche la possibilità di mostrare in modo definitivo le sue doti, che non sono poche e nemmeno di poco conto. Ma non basta. Quando è mancato Karsdorp, il giovane polacco è stato spostato a destra, come potrebbe accadere domenica sera contro il Napoli. Il problema è che su quello stesso lato, attacco sinistro se visto dalla parte di Spalletti, c’è un certo Kvaratskhelia, l’uomo chiamato dribbling, soprannominato gol e definito ala in attesa di traslocare nella dimensione dei campioni. Certo, alle spalle di Zalewski ci sarà comunque un altro difensore, il terzo di destra del trio romanista, ovvero Mancini, che dovrà però occuparsi anche di un’altra parte dell’attacco napoletano, il migliore fino a questo momento di tutta la Serie A. Per la Roma, l’eventuale duello Zalewski-Kvaratskhelia non è il massimo da un punto difensivo, che poi è il punto di vista ideale di José Mourinho. L’idea che si potrebbe avvicinare più di altre alla sfida dell’Olimpico è scontata, ma vedendo la Roma e il Napoli di questa stagione non ce ne viene in mente un’altra più convincente: il Napoli punterà sul gioco, la Roma sulla rottura di quel gioco; il Napoli attaccherà con 6-7 uomini allargando il fronte offensivo, la Roma risponderà con 2-3 puntando sulla velocità. Eppure la squadra di Mourinho in 90 minuti potrebbe dare un senso diverso a un campionato nel quale il Napoli comanda con lo spettacolo: se lo supera, se Spalletti lascia nel suo vecchio stadio l’imbattibilità, sale a -1 dall’attuale capolista e si riaccende una nuova mischia. La sfida sarebbe stata più equilibrata con Wijnaldum e soprattutto con Dybala che ha segnato gli stessi gol di Kvaratskhelia. Mourinho sarebbe stato indotto a non aspettare e ripartire ma, facendosi sospingere da un Olimpico che trabocca d’amore come poche volte è successo prima di ora, probabilmente avrebbe attaccato con più convinzione. Il problema di José è che, infortunio di Dybala a parte, non ha ancora recuperato Abraham ai livelli dell’anno scorso e anche il duello fra l’inglese e Kim sembra piegarsi a favore del sudcoreano. Come si può segnare al Napoli? È indispensabile che Zaniolo resti attaccato alla partita e a se stesso, che non disperda la sua forza e il suo talento evitando di innervosirsi come spesso gli c a pita e che incida come nella notte di Tirana. La Roma senza Dybala ha bisogno di lui dall’inizio alla fine e Zaniolo potrebbe trovare un vantaggio nell’assenza di Rrahmani: come prontezza (che è la qualità richiesta per frenare il romanista) Juan Jesus non è la stessa cosa.

Quando la partita si sposterà a centrocampo, sia la Roma che il Napoli troveranno benefici nelle assenze di Wijnaldum e Anguissa. La manovra dei giallorossi è guidata da una coppia monopasso, Matic-Cristante, giocatori dotati di un’intelligenza e di una visione di gioco superiore alla media, ma non in grado di saltare l’avversario in velocità. Il centrocampo del Napoli è più ricco di qualità, anche se Ndombel e non è Anguissa. Il giocatore che Mourinho dovrà in tutti i modi sottrarre alla sfida, cercando di emarginarlo, è Lobotka. Fosse facile... Dal giorno in cui è arrivato Spalletti a Napoli, Lobotka è diventato il giocatore più completo della squadra, è l’uomo a cui il tecnico di Certaldo ha messo in testa la squadra. Non uno schema, ma una scheda. Quando si muove con la palla al piede sembra un trottolino, ci gira intorno eludendo spesso il suo primo marcatore e spalanca il campo al Napoli. La Roma non ha un giocatore di questo tipo, Cristante e Matic non sono come lui, non hanno la stessa padronanza. E allora torniamo alla domanda iniziale: come si limita Lobotka? Occorre un controllo totale dei mediani romanisti, marcarlo a uomo può diventare una seria ed efficace alternativa se il marcatore è in grande giornata. Ma se si parla di qualità tecnica, la Roma avrà bisogno del miglior Pellegrini. È un tipo di giocatore che per la squadra di Mourinho è fondamentale. Se Zielinski è l’uomo che può dare al Napoli il tocco in più, il guizzo che può anche risolvere la partita, Pellegrini dovrà garantire continuità in fase offensiva e difensiva, dovrà sdoppiarsi mantenendo qualità e lucidità. Poi toccherà alle panchine, dove Mourinho può contare su un centravanti in buona forma, Belotti, mentre Spalletti può scegliere fra Osimhen (se inizierà come riserva) e Simeone, rapidità o potenza. L’organico del Napoli è di un livello superiore a quello della Roma, è più ricco, è completo, è un organico da grande squadra. Questo è uno dei veri vantaggi che Spalletti ha saputo sfruttare.


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