Non solo Mourinho. Da Ranieri a Motta e Meluso: tutti contro arbitri e Var

Dure critiche nei confronti dei direttori di gara e dei loro assistenti al Var sono piovute da parte di tecnici e direttori sportivi nella quattordicesima giornata di campionato. Nessuna però ha alzato lo stesso polverone generato dalle parole dell'allenatore della Roma. Leggi i dettagli.
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Valerio Minutiello

Non solo Mourinho. La quattordicesima giornata di Serie A è stata caratterizzata da attacchi molto duri nei confronti di arbitri e Var. Le parole del tecnico della Roma su Marcenaro alla vigilia della trasferta con il Sassuolo hanno alzato il solito polverone, portando all'apertura di un'indagine da parte della Figc e alla dura risposta del presidente dell’Aia Pacifici. Il tecnico giallorosso, che ora rischia il deferimento, con una mossa da fenomeno della comunicazione ha parlato in portoghese dopo Sassuolo-Roma, per paura di non riuscire a farsi capire bene in italiano. Nessuna critica ad arbitri e Var dal Mapei Stadium: solo una spiegazione - stavolta in italiano in conferenza stampa - del suo concetto di "stabilità emotiva", che non voleva essere offensivo. I colleghi del portoghese, o i ds di altri club, invece, ci sono andati giù pesante nel week-end appena trascorso.

Lo sfogo di Ranieri dopo Lazio-Cagliari

A partire da Sir Claudio Ranieri, che di solito mantiene un aplomb impeccabile. Al termine della sfida contro la Lazio però, non è riuscito a trattenersi per l’espulsione di Makoumbou al 27’ che ha sicuramente cambiato il match all’Olimpico. “Non capisco perché il Var - ha detto il tecnico del Cagliari - sia entrato in questo discorso, che c’entra il Var? Stavamo fuori dall’area di rigore, l’arbitro ha fischiato? Benissimo e non voglio parlare del fallo, ma perché il Var deve entrare in contatto con l’arbitro e far vedere che il portiere forse sta dentro, forse sta fuori, c’è troppa distanza. Che ne sappiamo noi? Ha fischiato, basta, il Var non deve entrare. Assolutissimamente. Non avevo rivisto il fallo, ma per come è arbitrata la partita, questo è un fallo? Perché se è così va bene, allora fischiamo il fallo anche sul mio giocatore quando abbiamo subito il gol. Non ho avuto il giocatore in questa partita e non lo avrò nemmeno nella prossima, molto importante, chi sta al Var deve aiutare l’arbitro, ma non aiutarlo a sbagliare".

Motta, furia dopo Lecce-Bologna

Domenica, nel lunch match, secondo capitolo: questa volta protagonista Thiago Motta, che attacca Nasca (era al Var in Lecce-Bologna), con cui rivela di avere diversi sfortunati precedenti fin da quando allenava lo Spezia: "Preferisco nominare l’uomo del Var, che è Nasca, perché ci sono tantissimi tantissimi arbitri, ne abbiamo tantissimi, tantissimi che vanno al Var, che vanno in campo, che sono bravi, forti, con grande personalità e fanno quello che devono fare. Per questo non voglio generalizzare, parlo di Nasca. Non degli altri". Motta è infuriato per il rigore concesso al Lecce al minuto 95, fallo di Calafiori su Falcone. "Abbiamo arbitri giovani e forti, ma io preferisco nominare lui: Nasca. Con il Var sono sfortunato perché ci sono tanti episodi che vanno contro la mia squadra". Il tecnico del Bologna, allenato da Mourinho nell'Inter del Triplete, non è stato più tenero del portoghese, anzi si è spinto forse oltre quando ha annunciato battaglia: "Continueremo a combattere e a lottare con gli svantaggi che abbiamo come Bologna". E poi cita ancora Nasca, elencando i fatti: "A Torino, contro la Juventus, Nasca non ha voluto andare a cercare l’episodio".

Mazzarri in silenzio, Meluso protesta dopo Napoli-Inter

Anche il post partita del big-match Napoli-Inter è stato ricco di polemiche. Mazzarri è rimasto in silenzio, al suo posto ha espresso il pensiero del club azzurro il ds Meluso, che ha parlato senza mezzi termini di "arbitraggio inaccettabile" da parte di Massa, con la complicità del Var. "Giornataccia di arbitro e Var, una serata infelice, il primo gol era viziato da fallo e ci ha dato una mazzata psicologica. Rigore su Osimhen così netto sul quale non si discute. Sono stato giocatore e so che quando ti prendono il tendine d’Achille, vai giù. Non siamo complottisti, non facciamo dietrologia, non è nostra abitudine lamentarci, è stata solo una prestazione insufficiente dei direttori di gara ma le cose sono successe. Siamo sconcertati, perché il Var sta lì per correggere eventuali errori e se spinge l'arbitro a rivedere certe scene può aiutare a correggerli". Anche qui, dichiarazioni per niente tenere. 


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