Arbitri e Var, che confusione sullo step on foot: tutti gli episodi più contestati
CAN che abbaia forse non morde, eppure crea confusione. Un caos che la Commissione Arbitri Nazionale (CAN per gli esperti) alimenta, anziché chiarire, con scelte talvolta incomprensibili per i tifosi. Inutile girarci attorno: situazioni simili vengono spesso giudicate diversamente. Nel caso del pestone, sarebbe anche tutto abbastanza facile in linea teorica: è fallo e non c’entra la volontarietà (concetto astratto e superato), quindi se il contatto si verifica in area bisognerebbe fischiare il rigore. Nei casi che qui riportiamo, tre emblematici della passata stagione e altri cinque di quella attuale, emergono però le famose letture differenti. Qualcuno sostiene addirittura che gli arbitri italiani, ultimamente, siano influenzati dalla considerazione che in Europa si sono fatti del nostro campionato: in Serie A si danno troppi rigori, ora 32 in 70 partite. Sarà per questo che a Monza hanno ignorato il pestone di Kyriakopoulos su Baldanzi? Chissà. Di sicuro in Spagna il metro è differente (28 penalty in 90 gare) così come in Premier (12 in 70) e, in generale, anche nelle tre coppe europee (33 in 90).
Milan-Udinese (4 novembre 2023)
Ebosele va giù in area perché Adli gli tocca appena la punta del piede. Alcuni l’hanno chiamato “rigorino”. Se ne parlerà per giorni.
Lecce-Milan (11 novembre 2023)
La settimana successiva urla di rabbia il Lecce: al minuto 94 i salentini segnano con Piccoli il gol del clamoroso 3-2 dopo essere andati sotto di due reti col Milan. Ma il Var richiama l’arbitro Abisso perché, prima ancora di ricevere il pallone, voltarsi e calciare verso la porta, Piccoli pesta il piede di Thiaw. È uno sfortunato “step on foot”.
Napoli-Juventus (3 marzo 2024)
Il pestone di Nonge su Osimhen è netto, Mariani però fa ampi cenni come a dire “non c’è nulla”. In realtà c’è molto: rigore solare, infatti il Var Irrati interviene per correggere l’errore del collega.
