I cinque nuovi arbitri che salgono in Serie A: ecco chi sono

Oggi saranno presentati gli organici per la nuova stagione, venerdì le commissioni: i dettagli
Edmondo Pinna
5 min

Inizia l’effetto-domino. Con Daniele Orsato alla serie C (salvo clamorose sorprese da qui a venerdì, quando verranno ufficializzate le varie commissioni), iniziano gli spostamenti nello scacchiere di chi guiderà, fra designatori e vice, gli arbitri italiani il prossimo anno. Nelle intenzioni del presidente Zappi c’è quella di schierare una squadra di livello, anche perché la priorità resta sempre quella: creare una nuova generazione di arbitri che possa arrivare nell’élite Uefa e Fifa. Basti ricordare che al Mondiale per club non c’è nessun direttore di gara di casa nostra, abbiamo esportato solo un VAR (Di Bello) e neanche fra quelli professionisti. Dunque la mission è chiara, non si possono sbagliare i ruoli e i posti nelle posizioni chiave. L’idea è quello di seguire - a grandi linee - quello che fece Marcello Nicchi, che per la stagione 2010-2011 schierò tre internazionali: Braschi in A, Rosetti (appena finita la sua esperienza sul campo) nella neonata CAN B, l’indimenticato Stefano Farina in C (che cominciò, sarebbe utile che tutti lo ricordassero, in CAN D nel 2009-10). Il tris potrebbe riuscire anche a Zappi. Perché Rocchi (non solo per via del contratto) resterà in CAN A, perché Orsato - come detto, al netto dei rumors e delle inquietudini che agitano queste giornate - farà il designatore in C e perché in D potrebbe finire (finirà?) Stefano Braschi, già designatore nella massima serie nel quadriennio 2010-2014. 

Arbitri, domino e fibrillazioni

Braschi avrebbe dovuto fare il Direttore Tecnico, figura che era stata annunciata da Zappi il giorno della sua elezione al soglio dell’AIA e che è stata inserita nei regolamenti dell’associazione, ma solo dalla prossima stagione. Quindi per quest’anno non se ne può fare nulla (ci sarà poi da dialogare con la Federcalcio nel caso specifico, ma questa è un’altra storia). L’idea, allora, è quella di metterlo a capo della CAN D, che perderà il proprio responsabile, Alessandro Pizzi, destinato a finire in C con Orsato. Qui dovrebbero approdare anche Gava, già in A con Rizzoli e Rocchi, e Gennaro Borriello, che fece parte della commissione di Collina negli anni post-Calciopoli. Torniamo a Braschi: Zappi vorrebbe averlo a capo della D per questa stagione di interregno, anche per iniziare a programmare il prossimo, dove le commissioni saranno praticamente tutte (o quasi) nuove. Nella mentalità del presidente dell’AIA, programmare ora (con uomini di propria fiducia, non necessariamente con uomini dello stesso schieramento politico) per non farsi trovare impreparati domani. 

Arbitri, gli organici

Che Rocchi goda della fiducia di Zappi lo si vede anche da quello che succederà oggi, ma che abbiamo già anticipato. Il designatore della serie A aveva chiesto (in tempi non sospetti, dalla gestione Trentalange in poi) di ridurre il numero degli uomini a propria disposizione, troppi 46 arbitri e 85 assistenti, dalla prossima stagione saranno 42 e 76 (più 24 VMO, Video Match Official, i VAR professionisti). Oggi ufficialmente i cinque arbitri neopromossi passeranno alla CAN, si tratta - in ordine alfabetico - di Allegretta di Molfetta (2 anni in C), Calzavara di Varese (1), Mucera di Palermo (4), Turrini di Firenze (5) e Zanotti di Rimini (3). Nove i dismessi: Scatena (1 anno), Monaldi (2 anno), Prontera (7 anno), Aureliano (12 anno, 45 anni, non rientra tra i primi 25), Rutella (3 anno), Cosso (4 anno), Giua (7 anno), Massimi (7 anno) e Ghersini (12 anno, non rientra tra i primi 25). 


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