Bologna, quando il piacere è nel controllo
Leggi il commento sulla prestazione della squadra di Motta
Favoritissimo il Napoli, ma ha vinto il Bologna. Ai punti. Aprendo verosimilmente la crisi di Garcia, mentre Motta se la gode. Con discrezione. Forse rimpiangendo il fatto di non aver osato dippiù, soprattutto da quando si trova uno Zirkzee che studia da campione: come controlla, come si muove, come spara, gli servirebbe un aiuto più concreto di quello che a volte riceve casualmente dagli esterni. Che si spiega. Il Bologna gioca per non prenderle e quando s’accorge che ha il porto d’armi è troppo tardi. Capisco Motta: il Napoli fa paura anche se è partito in sordina, meglio affrontarlo con prudenza. Esibendo quell’inganno che sta rendendo: un catenaccio signorile, una difesa mobile e dialogante per salvarsi la faccia. Ma un primo tempo così meglio studiarlo, in settimana, per evitare di buttare via buone occasioni. Adesso dicono che il Napoli ha dominato per 45’, e non è vero: il Bologna si è limitato a controllarlo, subendo solo nel finale un paio di tiri d i Kvaratskhelia e un quasi gol di Raspadori. Motta - applaudito - ha commesso solo un errore: non ha capito che nella ripresa sarebbe arrivato il bello.
Delusioni Kvaratskhelia e Osimhen
Quando il Napoli ha provato a vincere e ha profondamente deluso, ed è stato anche peggiore del primo tempo; e allora il Bologna lo ha solo spinto al ridicolo, non tentando di sopraffarlo. Ma torniamo al punto: un pari con quelli di San Gennaro sembra già un miracolo ma in verità la partita ha detto che i mitici Kvaratskhelia e Osimhen hanno deluso. Come il resto della compagnia, Raspadori compreso. Il bomber ha anche fallito un rigore che non c’era (Calafiori tocca il pallone cadendo, tipico caso “non posso tagliarmi un braccio”) ma lui e Kvara approfitteranno del trattamento che Garcia troverà a Napoli per scaricare il loro ritardo di condizione fisica e mentale sul tecnico. Quando sono usciti il Dall’Ara ha fischiato a lungo ingannando il telecronista: erano i napoletani che non contestavano i giocatori amatissimi, ma il tecnico detestato. Che non ne ha azzeccata una, compresa la sostituzione di Raspadori con Politano. Penso da tempo che offrire cinque sostituzioni crei imbarazzo: non è turnover meditato, è disperazione. A un buon Bologna, al bravo Motta un solo consiglio: è ora di togliersi il (naturale) complesso d’inferiorità. E ai tifosi già soddisfatti: riguardatevi Zirkzee, minuto per minuto, e tornerete a sognare.
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