L'altro exploit che fa onore al Bologna: ogni punto costa meno di un milione

Qualificata alla Super Champions League, la società rossoblù batte tutti nel rapporto soldi spesi/punti conquistati. Ognuno le è costato solo 830 mila euro; alla Juve, invece tre volte tanto. La chirurgica bravura di Sartori che ha ridotto il monte ingaggi e costruito una squadra arrivata sino al più prestigioso torneo Uefa
Xavier Jacobelli
3 min

La stagione del Bologna è stata strepitosa ed è culminata con la storica qualificazione alla Super Champions League. Ma c'è un altro aspetto da evidenziare perché rende ancora più importante l'exploit scaturito da una gestione oculata, al contrario di altre affidate a "chi crea debiti senza poterli ripagare e altera l’equa competizione", per citare le parole dell'amministratore delegato Claudio Fenucci, pronunciate durante l’audizione davanti alla Settima Commissione del Senato nell’ambito del progetto di riforma del calcio italiano. C'è, fresca di stampa, l'analisi di Calcio e Finanza del rapporto fra i soldi spesi per il monte ingaggi e i punti conquistati che colloca il Bologna in testa alla classifica delle prime dieci squadre del campionato. Il Torino è secondo, l'Atalanta è terza, ma soltanto al Bologna (costo della rosa 56,2 milioni di euro) ognuno dei 68 conquistati è costato meno di un milione, esattamente 830 mila euro. La voce costo della rosa contempla gli stipendi lordi, gli ammortamenti e le spese per i prestiti).

Bologna, che exploit!

Il Torino, secondo nella graduatoria di Calcio e Finanza, registra un costo della rosa di 56,2 milioni di euro, ha totalizzato 53 punti e il costo di ogni punto ammonta a 1,18 milioni, sebbene, nel caso dei granata, il lusinghiero risultato di gestione economica strida con l'ennesima stagione di grigia mediocrità maturata sul campo. Ma questi sono affari di Cairo. L'Atalanta (costo rosa 102 milioni) ha chiuso il torneo a quota 69 e ha visto il costo punto fermarsi a 1,48 milioni. Per avere un'idea della brillante condotta bolognese, è sufficiente raffrontarne i risultati con le altre sette classificate, dal quarto al decimo posto. Fiorentina, costo rosa 103,8 milioni, 60 punti, costo punto 1,48 milioni; Lazio, costo rosa 111,1 milioni, 61 punti, costo punto 1,82; Milan, costo rosa 152,9 milioni, 75 punti, costo punto 2,04; Inter, costo rosa 192,3 milioni, punti 94, costo punto 2,05; Roma, costo rosa 154,4 milioni, 63 punti, costo punto 2,45; Napoli, costo rosa 149,8 milioni, 53 punti, costo punti 2,83; Juventus, costo rosa 223,6 milioni, punti 71, costo punto 3,15, il triplo del Bologna. Dove si dimostra che un altro calcio è possibile e di quanto non sia vero che chi più spende, più vince. Naturalmente, se hai la bravura e la fortuna di scegliere gli uomini giusti e di collocarli al posto giusto. Come Giovanni Sartori che, nell'arco di due anni, ha drasticamente ridotto il monte ingaggi, riuscendo comunque a costruire una squadra così competitiva da entrare in Champions League. Complimenti vivissimi.


© RIPRODUZIONE RISERVATA