Le condizioni di Italiano per un Bologna forte e competitivo: cosa ha chiesto a Fenucci e Saputo
Desideri e timori, Vincenzo Italiano scruta l’orizzonte, che almeno per il momento gli evidenzia solo il contratto in essere che lo lega al Bologna fino al giugno del 2027, alla luce del fatto che a oggi nemmeno lui è a conoscenza se uno degli interessamenti che lo riguardano nel giro di due o tre settimane potrà diventare una proposta concreta. Perché il casting di Aurelio De Laurentiis in caso di separarazione con Conte sembra ancora alla prefazione, perché Allegri sembra che abbia deciso di continuare con il Milan e perché nei prossimi 15 giorni Sarri avrà tutto a cui pensare tranne che al suo futuro, con la Lazio che il 13 maggio giocherà la finale di Coppa Italia all’Olimpico contro l’Inter. Come dire: Napoli e Lazio (alle quali in queste ultime ore si è aggiunta l’Atalanta) possono essere porte che si aprono, ma ora come ora Italiano non può che aspettare e sperare. Certo, proprio così, perché nessuno ci toglie dalla testa che se potrà, lascerà Bologna e il Bologna. Che di fronte a una scelta ferma, convinta e possibilmente anche motivata da parte del tecnico, no, non lo fermerebbe, soprattuto nel caso in cui gli fosse comunicata entro tempi relativamente brevi. E questo al di là delle assicurazioni riguardanti il suo futuro ancora con Italiano in panchina che il governo rossoblù non perde occasione di mettere in piazza.
La lunga attesa
Caso mai il nodo Italiano finirebbe per ingarbugliarsi ancora di più se i tempi dovessero in qualche modo e per qualche motivo allungarsi, perché a quel punto il Bologna avrebbe già molto probabilmente perso per strada l’eventuale profilo che ritiene giusto per sostiturlo e vai a sapere come si comporterebbe nel caso in cui l’attuale tecnico rossoblù dovesse chiedere di essere liberato a tutti i costi dal contratto. Detto che anche per quello che è stato il ciclo felice che Bologna e Italiano hanno condiviso in questi due anni mai e poi mai dovrebbero arrivare a uno scontro, ed ecco il motivo per il quale prima si metteranno attorno a un tavolo per confrontarsi e meglio sarà, non fosse altro (anche) per il bene della squadra alla quale non vanno dati assolutamente alibi in questo finale di campionato, quali sono i desideri e i timori che starebbero abitando nei pensieri di Italiano? Il primo desiderio, il più importante è la costruzione di un Bologna forte e competitivo nonostante che non debba partecipare ad alcuna competizione europea, affinché quanto meno possa lottare per rigiocarne una. Poi, un conto sono gli addii di Freuler e Lucumi, sui quali la società non può fare niente, e un altro sarebbe l’eventuale cessione di un big, che Italiano legittimamente non sopporterebbe.
I timori leggittimi
Non dimenticando, è legittimo sottolinearlo, come gli stessi Lucumi e Freuler andranno rimpiazzati da calciatori già fatti, e non da giovani ancora poco affidabili, altrimenti è evidente come il Bologna finirebbe per pagare dazio in attesa della loro crescita. E parliamoci chiaro, sotto questo profilo eccome se Italiano ha tutte le ragioni del mondo. Come ha ragione da vendere anche quando informa che dopo la partecipazione alla Champions League, la vittoria della Coppa Italia e la successiva partecipazione al’Europa League Bologna ha alzato le aspettative nei confronti del Bologna. Che a propria volta, se non può alzarla, deve mantenere l’asticella all’altezza attuale, perché se il Bologna e Bologna non vanno avanti di pari passo, poi diventano dolori. Certo, anche per l’allenatore. Soprattutto per l’allenatore.
