Bologna, a caccia del vero Dominguez: finora non ha convinto
Ci sono treni che passano una volta sola. E quello che attende Benji Dominguez fa il rumore inconfondibile della grande occasione. Tutti in carrozza. Dopo più di tre mesi passati a rincorrere il posto da titolare tra panchine per scelta tecnica, qualche subentro incolore e un infortunio muscolare, l’esterno d'attacco argentino intravede l'opportunità di giocare di nuovo una partita dall'inizio. Non succedeva dal 25 gennaio in casa del Genoa. Allora Italiano spostò Rowe a destra per lasciare Benji nella prateria di sinistra, il suo habitat naturale. E il ventiduenne, in circa un'ora di gioco, confezionò l'assist per il gol di Ferguson e qualche dribbling. Evidentemente non abbastanza per convincere il suo allenatore a confermarlo nella gara successiva o in quelle dopo ancora. La sua storia è tornata a essere più silenziosa, più anonima. Fatta di minuti spezzati e gerarchie mai ribaltate. Tra tutte le quattro competizioni in cui era impegnato il Bologna, lui ha giocato solo 6 volte da titolare, 1 in Europa League e 5 in campionato, raggiungendo poco più di 600 minuti in campo.
L'occasione dopo gli infortuni
Ma ora il destino che ha fermato Rowe e Cambiaghi gli sta offrendo l'opportunità di riconquistarsi dalla gara di domenica contro il Cagliari spazio e fiducia in sé stesso. Quest'estate sembra avergliene portata via un po'. La mancanza di continuità ha fatto il resto. Dominguez ha smarrito quella sfrontatezza nell'uno contro uno che gli aveva permesso di brillare nella sua prima stagione con il Bologna. Finora gli è mancato quel coraggio che un anno fa aveva trasformato un giovane prospetto, in un calciatore che sapeva divertire ed essere decisivo. Adesso, però, la situazione può cambiare, perché il calcio è fatto anche di momenti, di nuove possibilità. E questa può essere quella di Benji. Tornare titolare significa poter riprendersi quello che sembra essere scappato via, come i gol, che quest'anno gli sono mancati, ma che potrebbero innescare di nuovo la scintilla giusta. Basterebbe solo quella, perché il talento del ragazzo argentino, che si meritò anche la convocazione della sua nazionale, è indiscusso. Sembra trascorso un secolo, invece, è passato solo un anno, ma Dominguez deve riproporre quella versione di sé.
Il suo nome nel radar della Roma
Le assenze dei suoi compagni e concorrenti nel ruolo di esterno di sinistra gli aprono le porte del campo, ma lo spazio andrà meritato. Per Benji è un'occasione enorme pure in ottica futura. Dalla scorsa estate, infatti, il suo profilo è finito più di una volta nei radar della Roma, che lo ha seguito con attenzione, lo ha sondato, lo ha tentato. Il Bologna, però, lo ha sempre trattenuto. Ma ora per convincersi che abbia ancora senso la sua permanenza in rossoblù, la società si aspetta un segnale. Queste settimane rappresentano, dunque, un passaggio decisivo per capire quale direzione prenderà la carriera di Dominguez.
