Saputo detta la linea al Bologna: squadra di giovani. Ma servirà anche altro
Rinnovare come farà il Bologna aggiungendo alcuni giovani è legittimo e su questo punto sono d’accordo tutti a Casteldebole, ma Joey Saputo (ammesso che non lo abbia già fatto, secondo noi avrebbe il dovere di dirglielo e farglielo capire anche il suo capoazienda Claudio Fenucci), è opportuno che entri nell’ordine di idee che servono anche calciatori fatti, nel senso di pronti e affidabili da subito, e non stanchi come sembrano i rossoblù di oggi. A esempio Jhon Lucumi e Remo Freuler non dovranno essere rimpiazzati da due ragazzotti almeno a ora con poca arte e poca parte, ma da profili che abbiano già alle spalle almeno un paio di campionati importanti. Se poi magari sono anche del 2001 o del 2002 tanto meglio, non sarebbe quello il problema.
Cominciare un nuovo percorso
Che sarebbe un altro caso mai: mettere un punto su quello che è stato e cominciare un nuovo percorso dimenticando dove questo Bologna è arrivato e quelle che sono diventate le aspettative del suo popolo dopo la partecipazione alla Champions League, la conquista della Coppa Italia e la successiva partecipazione all’Europa League. Perché nel caso in cui il vertice non ascoltasse e non vedesse i segnali che gli arrivano e di contro non dovessero arrivare poi i risultati, considerato che «il Bologna è una grande famiglia» come a Casteldebole assicurano, le colpe sarebbero anche (o soprattutto) di chi ha indicato le linee guida e il budget e non soltanto di chi ha operato sul mercato e di chi successivamente ha allenato sul campo.
Servono giovani, ma senza esagerare
Certo, quello che è il nostro pensiero eccome se ha un fine. Questo: Sartori e Di Vaio dovranno essere messi nelle condizioni di poter accontentare nel limite del possibile Italiano, perché mantenere i numeri tra le righe è importante ma al tempo stesso non devi sperare o anche ritenere che i tuoi uomini mercato siano talmente bravi da poter fare altri miracoli. E a sua volta allo stesso Italiano che chiede garanzie e vorrebbe sognare di poter vedere il Bologna che lotta per un posto in Europa per la terza volta di fila non puoi consegnare una pistola ad acqua prima di andare al fronte. E allora l’arrivo di alcuni giovani che ti consentono di abbassare anche il monte ingaggi può starci, ma senza esagerare, perché in questo campionato bastano due virgole messe male per passare da un piazzamento subito al di sotto delle grandi al dodicesimo o tredidcesimo posto. Che il Bologna aveva preso come residenza fino al 2022 ma a oggi il suo popolo l’accetterebbe senza battere ciglio come aveva fatto in precedenza? Detto ciò, tornando ai giovani è evidente come dietro non possano esserne aggiunti altri essendoci già Helland del 2005 e Vitik del 2003, caso mai sui lati Sartori e Di Vaio qualche idea la coltivano, vedi Angori del Pisa, classe 2003 e Barbieri della Cremonese, classe 2002.
Piace Koleosho
Di sicuro un giovane sarà acquistato (o rilevato in prestito) per il centrocampo, che perderà Freuler e probabilmente Sohm, ma che potrà continuare a contare su Ferguson, Pobega e Moro. Oltre a quello che sarà il «sostituto» di Freuler, nel mirino ci sono Comotto del Milan, classe 2008, e Romano della Roma, classe 2006, entrambi attualmente in prestito secco allo Spezia. Sì, c’è un esterno alto che piace molto sia a Sartori che a Di Vaio: stiamo parlando di Koleosho, Under 21 azzurro che gioca in Ligue 1 nel Paris, la stessa squadra di Otavio e Immobile, ma comincia già ad avere una quotazione importante. Come dire: il Bologna potrebbe prenderlo in considerazione solo nel caso in cui dovesse lasciare Casteldebole uno tra Orsolini e Rowe. E non Dominguez, tanto per intenderci.
