Zanetti: "Roma da scudetto. Dybala e Mourinho, vi fermo con il gioco"

Il tecnico dell’Empoli viene da quattro pareggi: “I giallorossi sono da scudetto, difendersi è inutile. Destro e Pjaca leader, ci salveremo divertendo”
Zanetti: "Roma da scudetto. Dybala e Mourinho, vi fermo con il gioco"© ANSA
6 min
Roberto Maida
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ROMA - Arriva la Roma dopo due sconfitte fragorose. «Beh, speriamo che ce ne sia una terza» scherza Paolo Zanetti, che già lo scorso anno con il Venezia provocò una grande delusione a Mourinho. Adesso però sarà un’altra storia: l’Empoli viene da quattro pareggi consecutivi e dovrà giocare la partita perfetta per sbarrare la strada «a una squadra attrezzata per vincere lo scudetto». Con grande senso della misura, Zanetti ci proverà.

Come si batte un avversario che, al di là delle difficoltà del momento, ha un grande potenziale?
«Con l’equilibrio e l’umiltà. Non vogliamo e non possiamo essere spettatori del match, dobbiamo mantenere la nostra identità».

Cioè creare gioco senza rintanarsi. Sa che è pericoloso contro la Roma?
«È più pericoloso difendere lo 0-0 e basta: perdo di sicuro. Giocando a modo nostro, abbiamo qualche possibilità. Certo, Mourinho è un allenatore straordinario che può punirti con le ripartenze. Servirà attenzione nella doppia fase, per non concedere troppi spazi aperti. Non possiamo cadere nel tranello».

L’esempio della vittoria del suo Venezia, un anno fa, sarà utile in qualche modo?
«Soprattutto psicologico. Ci può far capire che a volte le piccole possono battere le grandi. Però devo ammettere che quella fu la partita migliore del mio Venezia».

Perché il miracolo Venezia è finito con l’esonero?
«È stato un anno particolare. Nel girone d’andata eravamo la rivelazione del campionato, poi ci siamo smarriti e non siamo più riusciti a ripartire. A quel punto si sono incrinati i rapporti interni ed è andata così. Pazienza, si va avanti».

Senza rancore?
«Certo. Ho fatto cinque anni da allenatore che mi hanno reso migliore, come uomo e come professionista. E ora sono capitato nel posto ideale per lavorare».

Cosa le ha chiesto il presidente Corsi?
«L’obiettivo è la salvezza, ovviamente. Ma siccome parliamo di un presidente che capisce di calcio, i nostri discorsi sono di ampio respiro. Mi è stato affidato il compito di sistemare la fase difensiva, senza perdere il gusto del gioco. Bisogna sempre pensare ai tifosi che vengono allo stadio e vogliono divertirsi».

A che punto è il percorso?
«Abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo. Evitando qualche disattenzione oggi ci ritroveremmo con un’altra classifica. Ma la base è buona, ciò che chiedo ai ragazzi è la continuità nelle prestazioni. Quella non sta mancando».

A Empoli ha dovuto cambiare stile, oltre che sistema di gioco.
«Questa squadra è diversa dal Venezia. Ha più qualità. Per questo tendo a costruire di più la manovra: è più facile arrivare al risultato così».

Eppure avete un telaio giovane: siete la squadra italiana con più millennials.
«A me non interessa la carta d’identità. I giovani vanno trattati come i vecchi. I giocatori sono bravi? Giocano. Altrimenti no. La società non mi impone nulla in questo senso».

Baldanzi, che ora avete perso per infortunio, ha l’aria del predestinato.
«Se resta la persona che è oggi, farà una carriera importantissima. È un ragazzo che viaggia su frequenze diverse dalla media, non solo per le qualità tecniche ma anche per le risorse caratteriali. Pur essendo molto umile, non ha paura di giocare davanti a 50.000 persone».

La sfida adesso è recuperare due talenti perduti, Destro e Pjaca.
«Siamo sulla buona strada. Loro sono i giocatori fondamentali della squadra, di cui possono diventare i leader tecnici. Mi piace lo spirito che li anima, sono venuti a Empoli per rilanciarsi. Noi dobbiamo solo sostenerli».

Invece Vicario e Bajrami hanno accusato le voci di mercato, con un calo di rendimento.
«Su Vicario non sono d’accordo. A parte la prima partita, quando ha preso un gol evitabile, è stato straordinario. Bajrami invece era un po’ frastornato, in effetti, perché ogni giorno sui giornali si leggeva in una squadra diversa. Ma sta tornando ai suoi livelli».

Come si ferma Dybala?
«Mah, parliamo di un fuoriclasse che da solo sposta gli equilibri. Ma non puoi pensare di concentrarti solo su di lui. Dybala si ferma di squadra, la Roma si ferma di squadra».

Vi siete preparati sui calci piazzati? La Roma produce gol soprattutto grazie alle palle inattive.
«Non mi sorprende, perché è un gruppo che ha grande forza fisica. Ci stiamo lavorando, anche perché un calcio piazzato ci è costato due punti la settimana scorsa a Salerno...».

In conclusione, uno sguardo all’Europa. Cosa l’ha stupita di più in questo inizio di stagione?
«La grande vittoria del Napoli sul Liverpool. Spalletti ha battuto Klopp come di solito Klopp batte gli altri».

In Inghilterra il Chelsea ha esonerato Tuchel per puntare sull’emergente Potter. Perché in Italia non succede mai?
«Penso sia una questione di cultura. Da noi si punta al risultato nel breve periodo. E per questo obiettivo le grandi vanno sul sicuro. Non è una critica, è la realtà».

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