Grosso-Fiorentina, l’accordo slitta ma non è in bilico. Il Bologna prova a inserirsi?
Fiorentina, arriva Grosso. Ma non “già” come sembrava ieri mattina, mettendo insieme le parole di martedì sera del numero uno del Sassuolo Carnevali («Grosso non intende proseguire il rapporto con noi») e l’immediata accelerata del club viola per trasformare l’intesa di massima con il tecnico in un sì definitivo. Invece, le ore a seguire hanno disegnato uno scenario differente che probabilmente non cambia il punto d’arrivo, ma quanto meno lo sposta un po’ più in là.
Grosso, possibile pausa di riflessione
Detto che Paratici e Ferrari non hanno ancora incontrato Vanoli né per capire se ci siano i margini per andare ancora avanti insieme (se avessero voluto l’avrebbero già fatto, forma a parte, perché la società ha l’opzione unilaterale del rinnovo del contratto del tecnico varesino valida fino a dopodomani), né in caso contrario per liberarlo e salutarlo, che cosa è cambiato nel corso del mercoledì appena trascorso per passare da un accordo virtualmente raggiunto a quella che potrebbe essere una pausa di riflessione più di Grosso che dei dirigenti operativi di Commisso? Dentro c’è un po’ di tutto, com’è inevitabile che sia in una situazione del genere. C’è che la Fiorentina si sta prendendo più tempo del previsto (Paratici è partito dalla conferma di Vanoli come base, sempre privilegiando l’alternativa Grosso fatta già durante il campionato, per verificare nel mentre altre opzioni la più convincente delle quali l’ha portato da Iraola ricevendo il no dell’allenatore basco) e c’è che il viavai su molte panchine di Serie A ha evidentemente consigliato lo stesso Grosso di prendersi qualche ora/giorno per pensare e magari anche per guardarsi attorno: a Bologna, ad esempio, sapevano che il tecnico ora al Sassuolo era (è?) destinato alla Fiorentina e avevano accantonato quell’idea per l’eventuale dopo Italiano, ma se l’incontro di oggi con l’allenatore ex viola e il suo entourage dovesse dare fumata nera potrebbero tornare sui propri passi. Paratici non appare intenzionato a farlo, cioè di rinunciare su chi ha puntato quale nuovo allenatore viola, ma serve come minimo qualche altro passaggio per Grosso a Firenze.
La lettera del presidente del Centro di Coordinamento: "Della Proprietà la responsabilità principale"
In una giornata decisamente frenetica, sicuramente sul filo di un equilibrio precario, s’inserisce la “lettera” scritta da Filippo Pucci nel suo ruolo di presidente e a nome del Centro di Coordinamento, l’Associazione che raggruppa i 152 Viola Club sparsi in Italia e nel mondo. «Pur considerando - si legge tra l’altro nella nota pubblicata sul sito dell’Accvc e indirizzata al direttore sportivo Paratici - il comportamento poco professionale tenuto da buona parte dei giocatori nel corso della stagione, confermiamo che secondo noi la responsabilità principale di tutto questo ricada sulla Proprietà per il suo modo di interpretare il mondo del calcio, in maniera completamente diversa rispetto a quella tradizionale: ci ha costretto a sette anni di pura mediocrità sotto l’aspetto sportivo, che ha portato a un progressivo distacco ed ancor peggio ad una indifferenza dilagante tra i tifosi». La chiusura è un invito a Paratici. «La sua professionalità e la sua competenza sono le nostre ultime speranze per un cambio radicale “su come fare calcio a Firenze” e pertanto le chiediamo, di rapportarsi con la tifoseria viola, nel riportare le intenzioni e le ambizioni dell’attuale Proprietà, in modo chiaro e trasparente in linea con il suo prestigio internazionale».