Conte: «Io alla Roma? Totti mi ha chiamato ma non era il momento giusto»

Il tecnico nerazzurro ha parlato alla vigilia del match contro i giallorossi e ha sottolineato che la squadra deve stringere i denti complici le assenze
Conte: «Io alla Roma? Totti mi ha chiamato ma non era il momento giusto»© ANSA
Andrea Ramazzotti
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INVIATO AD APPIANO - Stringere i denti nonostante le assenze contro una grande squadra come la Roma. Antonio Conte ha dettato la linea alla vigilia di un ciclo terribile nel quale i nerazzurri sfideranno i giallorossi, il Barcellona e poi la Fiorentina.

Conte, domani arriva una Roma in salute, ma anche l’Inter lo è. Che gara sarà?
Si affrontano due squadre che stanno facendo bene nell’ultimo periodo. Loro sono in un ottimo periodo di forma e lo hanno confermato con il 3-1 a Verona, un risultato che testimonia la forza e la consapevolezza raggiunti dal loro gruppo. Dovremo fare attenzione perché la Roma ha preso giocatori che hanno dato grandi risposte grazie a un allenatore che si è ambientato bene in Italia. Dovremo fare attenzione.

Delle prossime questa è la partita più difficile? Più di Inter-Barcellona?
E’ una partita ad alto livello di difficoltà a causa del valore dell’avversario. Loro hanno entusiasmo e fiducia e stanno bene. Dovremo pensare a noi. La stiamo preparando nel giusto modo: dovremo essere pronti a soffrire nei momenti difficilie e a far male in fase realizzativa quando avremo il pallone.

Lautaro l’ha stupita? Può crescere ancora?
Quando si parla troppo di un singolo non mi fa mai piacere perché deve essere considerata la squadra per quello che sta facendo. Lautaro è giovane, sta lavorando tanto sotto tutti i punti di vista e sta crescendo. Mi piacerebbe però che si parlasse di tutti perché è una mancanza di rispetto nei confronti degli altri che stanno lavorando.

Nel parallelo con la Juventus si dice che l’Inter non possa più crescere, mentre la Juventus può migliorare. E’ giusto?
Noi dobbiamo cercare di migliorare il nostro calcio in fase di possesso e di non possesso. I margini di miglioramento li abbiamo. Da quando abbiamo iniziato, abbiamo sempre spinto la macchina forte e così dovremo continuare a fare se vorremo dare fastidio e stare nella parte alta della classifica. Non possiamo tenere l’acceleratore a metà.

Si aspettava che Fonseca facesse subito così bene a Roma?
Fonseca ha dimostrato di essere un bravissimo allenatore anche in Italia. Ha fatto cose importanti nello Shakhtar e lo stesso sta facendo in un campionato molto tattico come il nostro. Qui trovi squadre che studiano gli avversari e preparano benissimo la partita. Lui è stato molto bravo a portare la sua idea di calcio e modellarla al calcio italiano.

Chi toglierebbe alla Roma domani?
C’è da fare i complimenti a chi ha allestito l’organico della Roma, con giocatori forti e un grande futuro davanti. Non è un singolo, ma una squadra che ha forza gamba e stimoli. La Roma e la Lazio stanno facendo molto bene e hanno allenatori e organici pronti a competere.

I prossimi due match possono essere un crocevia della vostra stagione?
Noi dobbiamo arrivare alla sosta di Natale nel miglior modo possibile. E’ inutile stare a dire che questo è un momento in cui dobbiamo fare di necessità virtù. Dobbiamo arrivare nella sosta e poi rifiatare perché lì recupereranno dei giocatori. Cerchiamo di stare concentrati, di andare avanti partita dopo partita contro Roma, Barcellona, Fiorentina e Genoa. Stringiamo i denti e incrociamo le dita sperando di arrivare alla sosta nel miglior modo possibile.

Con le assenze che avete a centrocampo, affrontare la Roma può essere uno stimolo in più o un problema?
Questa situazione la stiamo affrontando nel modo giusto e vediamo il bicchiere mezzo pieno: tanti calciatori nella difficoltà si sono responsabilizzati ancora di più e ora mancano quattro partite alla fine di questo ciclo. Dobbiamo affrontarle a petto in fuori, conoscendo i pregi e le difficoltà del periodo. Non c’è tempo per piangersi addosso, per nascondersi, per accampare questa o quell’altra scusa. Diamo il massimo e vediamo da qui a Natale come riusciremo a reggere questo periodo. Poi a Natale tireremo un sorriso di sollievo e vedremo. Questa situazione la stiamo affrontando da tempo.

Quanto è stato forte per lei l’interessamento della Roma? Perché Totti la scorsa primavera non l’ha convinta ad andare nella Capitale?
Con Totti mi lega un legame da quando ero ct agli Europei. Lui mi ha chiamato e mi ha illustrato la situazione. Io ho fatto delle valutazioni in maniera molto serena e non ho sentito che quello era il momento giusto per andare alla Roma. In quel momento però non c’era né l’Inter né altre squadre. Ho fatto solo delle valutazioni e ho deciso di declinare la proposta in maniera rispettosa, pur sapendo che quella è una grande piazza dove spero un giorno di lavorare. Quello però non era il momento giusto.

Pensa di accentrare Candreva ed Asamoah a centrocampo?
Asamoah nasce centrocampista e io l’ho adattato esterno. Nell’eventualità lui può fare il centrocampista più di Candreva.

Perché Politano ha perso posizioni nelle sue gerarchie?
Fa parte della rosa e quando ne ho necessità lo utilizzo. L’infortunio traumatico alla caviglia lo ha tenuto fuori 3 settimane, ma fa parte della rosa, ha caratteristiche diverse rispetto agli altri perché è mancino e tecnico. Può partire titolare o subentrare. Io lo tengo in considerazione e cerco di tenere in considerazione tutti.

Nainggolan l’ha ringraziata per averlo allenato bene la scorsa estate.
Ho grande affetto nei confronti di Radja e nel mio primo anno al Chelsea lui era in cima alla lista dei centrocampista. Ha vissuto una stagione qui… Penso che la scelta migliore per lui sia stata quella di andare a Cagliari. Bisogna in certe situazioni farsi una profonda analisi per capire dove si può far meglio e se c’è qualcosa da rivedere. E’ giusto anche che lui si faccia delle domande perché non è all’Inter ed è al Cagliari.

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