Inter-Eriksen si fa, malgrado Mou

Lo Special One punge Conte («Perché è ottimista?») e oggi schiererà il danese con il Watford. I nerazzurri sono sereni e lavorano su Moses. Giroud in attesa
© EPA

I suoi classici “mind games”, che l’Inter conosce perfettamente, utili per fare da sponda alle esigenze strategiche del Tottenham, ma anche, stando ai bene informati, un pizzico di irritazione per le immagini dell’altra sera, post-cena, di Marotta e Schoots, l’agente di Eriksen, e, in aggiunta, la nota antipatia nei confronti di Conte, stavolta tirato in ballo a sproposito. Ecco le ragioni alla base delle dichiarazioni di ieri di Mourinho, che, in ogni caso, non hanno spaventato il club nerazzurro, sempre più deciso a portare a Milano il centrocampista danese. Che, intanto, oggi, contro il Watford sarà comunque in campo. «Giocherà – ha affermato lo “Special One” -. Non capisco l’ottimismo dell’Inter. Forse è perché stanno per fare un’off erta, visto che ancora non ne hanno fatte. Questa non è più la mia Inter. Ai miei tempi c’era Moratti, adesso io non più rapporti con nessuno dentro alla società. Ma non sarà certo la questione di un giocatore a cambiare i miei sentimenti nei confronti del club o dei tifosi». Quindi l’attacco a Conte: «Mi sorprende vedere persone coinvolte parlare di Eriksen. A chi mi riferisco? Ad Antonio. Mi sembra che abbia detto pubblicamente di essere ottimista per il suo arrivo».

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Pronto l'affondo

In realtà, né il tecnico né i dirigenti nerazzurri si sono mai esposti in merito al danese. Anzi, sono andati avanti a negare che ci fossero margini per un suo acquisto a gennaio anche nel momento in cui le grandi manovre sono entrate nel vivo. Insomma, l’exploit di Mourinho non cambia la sostanza. Perché, in ogni caso, è stato lo stesso Schoots a tenere i rapporti con il Tottenham. Tanto che, nel suo blitz a Londra di mercoledì, Ausilio non ha incontrato gli Spurs, ma solo l’agente, con il quale sono stati defi niti tutti i dettagli del contratto che legherà Eriksen all’Inter fino al 2024. Ed evidentemente sarà proprio Schoots a portare l’off erta uffi ciale nerazzurra la prossima settimana. La speranza di Marotta e Ausilio è che possa essere sufficiente il rilancio già previsto fi no 15 milioni di euro. Ma Levy, presidente del Tottenham, continua ad essere fermo nella sua richiesta di 20. Facile, insomma, che le schermaglie possano proseguire. E, volendo, le parole di Mourinho (e il fatto che Eriksen oggi sarà in campo) dimostrano come gli Spurs non abbiano alcuna fretta di chiudere. Da capire solo chi la spunterà per la cifra fi nale, qualora i discorsi dovessero trascinarsi ancora per qualche giorno. Ma, a questo punto, la fumata bianca è la conclusione più che probabile.

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