Eriksen: “Triplete? All’Inter è tempo di creare una nuova storia”

La carica del centrocampista danese: “Pian piano mi sto immergendo nella tradizione di questo club, il calore dei tifosi è incredibile e cambia le partite”
Eriksen: “Triplete? All’Inter è tempo di creare una nuova storia”© Getty Images

Essere tornati in campo è bello, il protocollo impone regole che per forza di cose ti fanno vivere le partite in maniera differente rispetto a prima. Ci mancano i tifosi allo stadio". Sono le parole di Christian Eriksen nell'intervista al Matchday Programme pubblicato dall'Inter in vista della sfida con il Brescia. Eriksen è arrivato a gennaio dal Tottenham e su di lui le aspettative sono altissime. Fin qui un rendimento altalenante complice anche l'ambientamento con il calcio italiano e le idee di Antonio Conte: in 10 gare tra campionato e Coppa Italia un gol e un assist per il danese. "So che negli ultimi anni il mio rendimento a livello statistico è stato importante in Inghilterra. Ma io non guardo tanto ai numeri, quanto a quello che riesco a dare in campo. Prima di venire in Serie A ovviamente ho sempre legato l'Inter all'anno del Triplete: era il 2010, ho ammirato le loro imprese clamorose e poi me li sono ritrovati al Mondiale in Sud Africa, dove avevo solo 18 anni. Pazzesco. Pian piano mi sto immergendo nella tradizione di questo club. Adesso però è il momento di creare una nuova storia”.

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Eriksen: “Che bello il calore dei tifosi”

Eriksen ha anche raccontato degli aneddoti sulla sua crescita calcistica: "Il mio allenatore è sempre stato mio papà - ha detto il danese - Mi ha insegnato tutto: l'essere ambidestro, ad esempio, quando mi diceva di giocare in giardino calciando un po' con il destro e un po' con il sinistro, o quando mi faceva fare 10 passaggi con il destro e 10 con il sinistro. Avevo talento, essere il figlio dell'allenatore mi faceva avere gli occhi addosso. Le aspettative sono sempre state alte attorno a me: avevo più responsabilità e pressione, ma mi piaceva essere coinvolto nelle partite, sono sempre stato felice di giocarmi qualcosa". Chiusura dedicata a Milano e al rapporto con i tifosi: "Milano l'ho vista poco a causa del lockdown, ma per quel poco devo dire che è una bellissima città dove si respira in maniera chiara la passione dei tifosi per il calcio e in particolare il calore degli interisti, che sanno trasformare le partite quando sono allo stadio". (Italpress)

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