
Tensione Inter-Real Madrid: c'è Hakimi in ballo!
Il trasferimento conteso: Perez “pentito” rivuole Achraf. C’è un accordo firmato per far slittare già la prima rata al 30 marzo ma il club spagnolo esige garanzie che a Milano negano di dover fornire
Bufera Hakimi. E’ quella che è pronta a scatenare il Real Madrid, che ora, nonostante un accordo scritto, senza garanzie ritenute imprescindibili, sta pensando a come riprendersi il giocatore dall’Inter. La scintilla che ha acceso l’incendio è stato il mancato pagamento della prima rata (10 milioni di euro) per l’acquisto del cartellino, in scadenza lo scorso dicembre. Nulla di nuovo: l’indiscrezione era già rimbalzata dalla Spagna nelle scorse settimane. Proprio sabato scorso, però, il club nerazzurro aveva fatto sapere di aver ottenuto un accordo con la stessa “Casa Blanca” per rinviare il saldo al 30 marzo. Insomma, sembrava tutto a posto. E, invece, cosa sarebbe accaduto? Beh, stando a quanto trapelato da ambienti vicini al Real, l’intesa con l’Inter, seppure formalizzata con una lettera controfirmata, avrebbe dovuto essere corredata da una serie di garanzie. Ebbene, mentre l’Inter nega l’esistenza di tale obbligo, dalla Spagna sostengono che fosse un passaggio dovuto e che non sarebbe avvenuto.
Licenza Uefa
E allora cosa potrà accadere? La premessa è che l’Inter ritiene di aver agito correttamente, avendo segnalato per tempo le difficoltà, per poi chiedere e ottenere una dilazione (certificata) del pagamento. Evidentemente, il Real è di diverso avviso, tanto che si starebbe adoperando per riportare Hakimi a Madrid. Da capire, però, se la mossa sia più che altro strategica e finalizzata a forzare la mano all’Inter per ottenere subito il denaro. Anche se, come noto, i forzieri nerazzurri, al momento, hanno ben poca disponibilità. C’è di più: il regolamento Uefa prevede che le licenze per partecipare alle Coppe abbiano tra i requisiti l’assenza, alla data del 31 marzo, di «debiti scaduti nei confronti di altre società di calcio, derivanti da trasferimenti di calciatori, intervenuti fi no al 31 dicembre precedente». E questo spiegherebbe la nuova scadenza del 30 marzo per il pagamento della prima rata. Quell’accordo, però, secondo il Real non esisterebbe più.
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