25 luglio '97, un Fenomeno atterra in Serie A: l'Inter presenta Ronaldo

Venticinque anni fa l'attaccante brasiliano, acquistato un mese prima dal Barcellona, diventa l'acquisto più oneroso della storia del club nerazzurro: storia di un amore controverso
25 luglio '97, un Fenomeno atterra in Serie A: l'Inter presenta Ronaldo© ANSA
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I ritorni di Angel Di Maria, Paul Pogba e Romelu Lukaku hanno quantomeno dimostrato che il calcio italiano esercita ancora un buon fascino in chi l’ha già conosciuto e vi ha già vinto, ma anche su fuoriclasse che, pur giunti alle ultime battute della carriera, vogliono ancora regalarsi almeno una stagione ad alti livelli con l’ambizione di vincere in Italia e magari anche in Europa e di restare nel giro della propria nazionale.

25 luglio 1997, l'Inter presenta Ronaldo: il ricordo del club

Per un campionato espressione di una nazione che ha fallito la qualificazione agli ultimi due Mondiali è già un motivo di soddisfazione, ma la distonia con quanto era abituale negli anni ’80 e ’90 resta evidente e dolorosa. In particolare nel giorno del 25° anniversario della presentazione di uno degli ultimi fuoriclasse ad aver scelto il palcoscenico della Serie A nel pieno della propria carriera e quando già sulle sue tracce c’erano altre big del calcio mondiale. Il riferimento è a Luis Nazario da Lima, per tutti Ronaldo, che proprio il 25 luglio ’97 venne presentato in grande stile presso l’allora sede dell’Inter in Via Durini, alla presenza del presidente Massimo Moratti e del consigliere di mercato Luis Suarez, leggenda dell’Inter di Herrera, ex Barcellona come Ronaldo nonché fondamentale tramite per l’arrivo del brasiilano dal Barça. Venticinque anni dopo l'Inter ha ricordato "quel giorno" attraverso un lungo comunicato sul proprio sito ufficiale: "Atterraggio alle 6:05, a Fiumicino. Un volo sull'oceano, da Rio de Janeiro. Poi un altro aereo, destinazione Milano. Indossa dei jeans neri e una camicia a quadri. Pioggia a Roma, sole a Milano, dove arriva alle 8 in punto. Inizia così, scendendo dalla scaletta dell'aereo a Linate, la vita nerazzurra del Fenomeno. Luis Nazario da Lima, Ronaldo. Arriva a Milano il 25 luglio 1997. La gente lo aspetta in ogni angolo: all'aeroporto, sulla pista, ovunque - prosegue il racconto -. Un autografo, un saluto. Accompagnato dalla fidanzata, arriva in centro a Milano. Pranza con il presidente dell'Inter Moratti, scortato da Sandro Mazzola e Luis Suarez. I tifosi sono in centro, in via Durini. Sono lì, sotto alla sede dell'Inter ad aspettarlo. Si affaccia alle 16, ed è un tripudio. Mostra una sciarpa, lancia il cappellino, che sparisce in fretta tra le mani degli almeno mille tifosi radunati sotto al balcone. Prima le foto di rito e anche il bagno di folla coi giornalisti, in massa, ad accerchiarlo. Il primo giorno di Ronaldo all'Inter. Il 25 luglio 1997".

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"Voglio lo scudetto": il sogno non realizzato di Ronaldo Il Fenomeno

Un mese prima l’Inter aveva definito l’acquisto di uno dei più forti centravanti della storia del calcio di tutti i tempi, all’epoca appena 21enne, di sicuro di una delle prime punte più anomale e uniche di sempre, per tecnica, rapidità e senso del gol, almeno prima che gli infortuni gli rovinassero la carriera. Per strapparlo al Barcellona, club con il quale aveva appena rinnovato il contratto, l’Inter versò l’intero valore della clausola rescissoria, pari a 48 miliardi di lire, ma la presentazione ufficiale avvenne proprio il 25 luglio: "È l’alba di un nuovo inizio, un grande giorno per me. Vengo all’Inter per vincere lo scudetto“ disse un Ronaldo visibilmente emozionato affacciandosi al balcone della sede dell’Inter per salutare una marea di tifosi nerazzurri festanti.

Gli infortuni e il grande addio: Ronaldo da idolo a "traditore" per i tifosi dell'Inter

A secco di scudetti da nove anni, con l’arrivo del Fenomeno i sostenitori dell’Inter poterono tornare a sognare di primeggiare in Italia, in un’era in cui il ciclo del grande Milan era appena finito e quello della Juventus era già iniziato. Solo cinque anni dopo, tuttavia, per gli stessi tifosi dell’Inter Ronaldo si trasformò in un nemico per la scelta di trasferirsi al Real Madrid, con la famosa fuga notturna poche settimane dopo la delusione del 5 maggio, quando i nerazzurri videro sfumare lo scudetto tra lacrime e rabbia, la stessa provata da Ronaldo in un altro giorno 25, ma di aprile, del 1997, quando il famoso scontro con Mark Iuliano nell’area della Juve orientò la corsa al titolo di un campionato avvelenato. Tra le due delusioni Ronaldo riuscì a vincere solo un titolo con l’Inter, la Coppa Uefa ’98 da protagonista, ma soprattutto subì due terribili infortuni alle ginocchia, nel novembre ’99 e nell’aprile 2000, entrambi al tendine rotuleo, che ne condizionarono la seconda parte di una carriera comunque vincente tra Brasile, trascinato al titolo Mondiale 2002 (dopo aver vinto senza giocare quello del '94 e dopo il dramma che precedette la finale del '98 in Francia), Real Madrid e anche Milan, dove Ronnie visse un fugace passaggio tra il 2007 e il 2008, vincendo, seppur non ufficialmente, in quanto non in lista, quella Champions League rimasta un sogno anche a Madrid. Fu, quello, un altro tradimento ai tifosi dell’Inter, che tuttavia non dimenticano le emozioni del 25 luglio ’97, ultimo grande giorno dell’epoca d’oro del calcio italiano.

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